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Canapa industriale: basta criminalizzarla!

L'appello di Meglio Legale a tre ministri del governo per chiedere che la canapa industriale venga finalmente considerata come una risorsa

canapa industriale
Dare alla canapa industriale e al settore della cannabis light il giusto riconoscimento che le spetta, smettendo di criminalizzare una pianta che può rappresentare una risorsa incredibile dal punto di vista economico e ambientale.

È questo il senso dell’appello (è possibile firmarlo QUI) rivolto dall’associazione Meglio Legale a 3 ministri del governo, quello dell’Interno Matteo Piantedosi, dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e al ministro del Made in Italy Adolfo Urso, sottolineando che “la canapa industriale in Italia è caratterizzata da una legislazione obsoleta e restrittiva, che impedisce agli agricoltori di sfruttare appieno le potenzialità economiche di questa risorsa e crea una disparità di opportunità rispetto ad altri Paesi europei che hanno adottato politiche più aperte”.

CANAPA INDUSTRIALE: LA CRESCITA ECONOMICA E DI POSTI DI LAVORO FERMATA DAI PREGIUDIZI

Secondo l’associazione infatti la legge 242 del 2016, che è la legge quadro che disciplina il settore, “ha aperto la strada a uno dei settori più promettenti dell’agricoltura italiana e del commercio al dettaglio, creando più di 12mila posti di lavoro, soprattutto per i giovani under 35. La canapa industriale ha inoltre sostenuto e promosso l’agricoltura, il commercio, l’occupazione e l’imprenditoria nelle regioni delle Isole e del Sud Italia”.

Ma, nonostante, questo, “pregiudizi e stigma hanno continuato a pesare su questi lavoratori. Comportando un accanimento da parte delle nostre istituzioni e delle forze dell’ordine. Attivando centinaia di sequestri, perquisizioni e processi che hanno gravato sui tribunali e che nel 99% dei casi si sono risolti con assoluzioni o archiviazioni”.

Il risultato è che “L’assenza di una regolamentazione chiara e coerente ha creato un clima di incertezza per gli agricoltori e gli imprenditori del settore” e l’associazione ricorda la recente direttiva emanata dal ministero dell’Interno Piantedosi, che, ponendola come un’operazione di sensibilizzazione dei commercianti, ordinava in realtà perquisizioni in tutta Italia nei negozi che propongono canapa e derivati tra i propri prodotti.

Non solo, perché prima della direttiva abbiamo assistito a ben due proposte di legge che avrebbero voluto vietarla, oltre alle perquisizioni ostentate al Canapa Mundi, la fiera della canapa di Roma.

GLI ULTIMI PROVVEDIMENTI IN MATERIA

L’ultimo provvedimento del governo era stato l’emendamento inserito nella delega fiscale che avrebbe creato un monopolio per la rivendita di cannabis light presso i tabaccai, escludendo i negozianti che già oggi la vendono ed equiparando la tassazione – molto alta – a quella del tabacco. Secondo l’avvocato Zaina sarebbe stata un’azione con la quale “lo Stato che smentisce tutto quello che ha fatto fino ad ora. Non volendo ammettere che questi prodotti sono legali, dopo averli criminalizzati per anni, hanno pensato come al solito solo a guadagnarci economicamente”.

Secondo l’avvocato bisognerebbe “prevedere un regime transitorio che consenta a tutti coloro che hanno già svolto un’attività e maturato una sorta di credito imprenditoriale, debbano rientrare in una sorta di sanatoria. Vorrei che si capisse questo: alla base c’è il fatto che hanno fatto processare gli imprenditori e siccome ora le condanne sono pochissime e le assoluzioni tantissime, lo Stato non ha l’onestà intellettuale di riconoscere la liceità del prodotto e lo vuole irregimentare”.

Ad ogni modo il giorno dopo l’inserimento nella delega fiscale l’emendamento in questione è stato ritirato portando ad un nulla di fatto.

SERVE UNA RIFORMA URGENTE

Ed è per questo che Meglio Legale chiede che “il Governo riconosca la necessità di una riforma urgente della legislazione sulla canapa industriale. Una regolamentazione chiara e coerente, basata sulle evidenze scientifiche e sulle migliori pratiche internazionali, è indispensabile per eliminare l’ambiguità e promuovere lo sviluppo di un settore legale e redditizio. Questa riforma non solo contribuirà all’occupazione e alla crescita economica, ma anche alla riduzione del mercato illegale”.

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