L’iniziativa ha coinvolto studenti, adulti, pescatori, negozianti e professionisti che in pochi mesi hanno raccolto 3 milioni di dollari canadesi per comprare 800 ettari di terreno e di costa nel Princess Louisa Inlet, una delle zone più selvagge del Nord-est del Canada, nel British Columbia, con foreste, cascate, orsi e aquile maestose.

In particolare il territorio oggetto di salvaguardia è noto come Yosemite del Nord ed è il risultato di un processo di erosione naturale scavato dai ghiacciai nel corso di milioni di anni.

Alla fine del 2018 il proprietario del terreno in questione, il cui nome non è stato reso pubblico, ha annunciato che tre lotti di terra lungo cinque chilometri di costa sarebbero stati messi in vendita attirando così una folta schiera di costruttori, disboscatori e speculatori interessati. Per fortuna l’interesse dei cittadini per salvare la costa, gli alberi e la foresta è stato maggiore. Questi infatti hanno creato una fondazione di “amici della costa” e una volta stabilito il prezzo dal venditore, 3 milioni di dollari, hanno pensato a un acquisto collettivo.

Tutti hanno donato quello che potevano. L’ultimo contributo è arrivato da Benjamin Lightburn, un investitore di Vancouver, che dopo aver letto sul sito di una tv canadese che mancavano solo 100.000 dollari per raggiungere l’obiettivo, ha deciso di metterceli lui.

La natura, almeno qui, è salva. Infatti, non si potrà costruire per l’eternità. Il sito diventerà un parco pubblico. Saranno vietati il disboscamento, lo sfruttamento di ogni risorsa mineraria e la costruzione di impianti idroelettrici. Nella pianificazione dell’uso del sito un ruolo speciale andrà agli shishalh, i membri della comunità indigena Sechelt First Nation, che da millenni vivono qui, in simbiosi con la natura. Una storia bella e rara.





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