toronto sequestro cannabisIn Canada non è tutto rosa e fiori, soprattutto se i fiori in questione sono quelli di cannabis. Nel Paese in cui è stato di recente annunciato un piano per la legalizzazione della cannabis, che dovrebbe diventare effettiva entro la fine dell’anno, la polizia ha fatto irruzione in diversi dispensari arrestando Marc e Jodie Emery, due attivisti molto in vista nel Paese e considerati il “re” e la “regina” della cannabis per aver creato la catena di dispensari Cannabis Culture, con circa 20 punti vendita nel Paese.

In Canada attualmente la cannabis è legale solo dal punto di vista terapeutico ed i pazienti hanno due scelte: quella di coltivare le proprie piante in autonomia nelle proprie abitazioni, o quella di recarsi nei dispensari di cannabis autorizzati, ai quali si accede dietro presentazione di una tessera che certifica che l’utente sia un paziente registrato.

Per scuotere la situazione riguardo alla legalizzazione della cannabis i due attivisti avevano organizzato a fine febbraio una manifestazione davanti al Parlamento canadese chiedendo di legalizzare in fretta la cannabis e di smetterla di arrestare persone per il semplice possesso.

Nei giorni precedenti la polizia di Brantford aveva posto sotto sequestro uno dei dispensari della catena Cannabis Culture arrestando il titolare, spiegando che “il dispensario vendeva cannabis a persone che non avevano la licenza per la cannabis terapeutica”.

La situazione è poi precipitata: ieri pomeriggio Marc and Jodie Emery sono stati arrestati mentre si trovavano in aeroporto in attesa di partire per la Spannabis, la fiera internazionale della cannabis che si sta tenendo a Barcellona in questi giorni; le accuse vanno dall’istigazione a commettere un reato al traffico di stupefacenti, passando per il possesso delle stesse e dei proventi del presunto reato.

I raid della polizia hanno coinvolto diversi dispensari della catena a Toronto, Vancouver e Ottawa. Sono state arrestate 5 persone ed  eseguite 11 perquisizioni. Durante i raid della polizia diversi attivisti si sono dati ritrovo davanti ai dispensari per fumare cannabis in segno di protesta.





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