In California ci sono almeno 2.835 dispensari che vendono cannabis al dettaglio, ma lo stato ha rilasciato appena 873 licenze. Come è possibile? Semplice, quasi duemila sono del tutto illegali. Lo stesso avviene con le aziende agricole produttrici e con quelle che producono cibi a base di cannabis o liquidi per la vaporizzazione. In totale sono almeno 3000 le aziende che operano illegalmente nel mercato della marijuana nello stato e gestiscono che è quasi il triplo di quello che passa per i canali legali.

E’ il risultato di una indagine dalla United Cannabis Business Association (Ucba) e pubblicata sulle colonne del quotidiano Los Angeles Times. Un’inchiesta che svela quanta strada occorra fare per liberare il mercato della cannabis dagli operatori illegali anche a legalizzazione avvenuta. Nello stato della California la cannabis a scopo ricreativo è infatti legale dal gennaio 2018.

Secondo le proiezioni nel 2019 in California il business della marijuana legale toccherà il ragguardevole traguardo di 3,1 miliardi di dollari di affari, il problema è che – sempre secondo lo stesso report – quello del mercato illegale sarà di 8,7 miliardi. Significa che quasi il 75% della cannabis e dei prodotti derivati viene prodotto, commerciato ed acquistato sul mercato nero, rimanendo esentasse e soprattutto senza alcun controllo di sicurezza sulla qualità.

In California, infatti, i dispensari illegali impazzano, e sono molto più numerosi di quelli legali, per i quali ottenere i permessi è ancora difficile e costoso. I dispensari non autorizzati vendono in gran parte merce illegale, prodotta da aziende agricole senza permesso o importata dal Messico, ma per i loro affari possono utilizzare canali via internet legali, come il celebre portale Weedmaps, che permette di trovare cannabis nei dispensari o di farsela portare a casa, senza applicare alcun filtro che impedisca agli operatori illegali di utilizzare il portale stesso.

La maggior parte dei dispensari illegali operano quindi praticamente alla luce del sole, utilizzando siti web per farsi pubblicità e commerciare. Ma la polizia dello stato non interviene, se non molto sporadicamente. E’ questa la denuncia della United Cannabis Business Association, che ha inviato una lettera di protesta al governatore della California Gavin Newsom chiedendo di intervenire contro le aziende illegali e contro i portali che le ospitano.

Naturalmente nei dispensari illegali la cannabis è venduta a prezzi molto più bassi rispetto ai rivenditori legali che devono sopportare costi burocratici e tasse. Tuttavia questa non è l’unica ragione per la quale i dispensari illegali abbondano.

Nella legge che ha sancito la legalizzazione della cannabis, infatti, il governo della California ha lasciato alle singole città il diritto di consentire o meno l’apertura di dispensari nel territorio cittadino. Con il risultato che ad oggi meno di 1 città californiana su 5 (appena 89 su 482) consente l’apertura di dispensari legali. In tutte queste città i dispensari illegali proliferano.

Anche se, ad onor del vero, va detto che essi sono numerosi anche in città come Los Angeles, San Diego e San Francisco dove i dispensari legali sono ammessi. Un dato che testimonia come non possa bastare una legalizzazione all’insegna del business capitalistico per battere il mercato nero e tutti i problemi sociali e di salute che questo comporta. Per farlo occorre rendere i prezzi concorrenziali con quelli applicati dagli spacciatori, evitando di trattare i consumatori di cannabis come polli da spennare.





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