Hello everybody,
le temperature torride estive saranno pure state perfette per passare delle piacevoli giornate al mare o in montagna però avranno messo a dura prova le piante di cannabis. Infatti, anche se il set up della growroom include dei condizionatori da muro che raffreddano l’ambiente, spero abbiate provveduto ad una buona traspirazione delle piante.

Come?
Attraverso la potatura.

Ma di cosa si tratta?
Secondo il dizionario Treccani la Potatura è «In arboricoltura, operazione di asportazione di rami o parte di rami o radici, soprattutto di piante fruttifere e ornamentali, allo scopo di dare o mantenere ad esse una forma prestabilita, di regolarne o migliorare la produzione dei frutti o di sopprimere parti invecchiate o malate».

Esistono diversi metodi di potatura.
Nel corso degli anni i coltivatori di cannabis indoor hanno studiato, sperimentato e adattato tecniche prese dall’agricoltura in generale e le hanno applicate alle piante di cannabis per permettere il maggior rendimento sia indoor sia outdoor.

C’è chi effettua la potatura con la tecnica del film, chi fa lo scrog, il mainlining o il low stress training (LST). I metodi sono tutti validi. La cosa importante da capire è che ogni volta che ci si trova di fronte ad una pianta, anche se la varietà è la stessa, bisogna inquadrarla nella sua singolarità. Oggigiorno le banche semi cercano di arrivare alla omogeneità dei loro semi, però bisogna sempre tener conto che ogni pianta è diversa dall’altra e si adatta in modo diverso all’ambiente.

Quante volte è capitato di mettere 5 semi della stessa varietà e trovarsi di fronte a piante che differivano leggermente per altezza o costituzione, specialmente nel caso degli ibridi?

Quello che voglio dirvi è di non effettuare mai il un taglio senza prima aver studiato la pianta.

In questo modo la sua resa finale non verrà compromessa.

A prescindere dal metodo utilizzato, vi propongo di seguire questi semplici trucchi:
1) Tagliare tutte le foglie e i rami al di sotto del terzo internodo. Una volta entrata in fioritura quella parte sarà poco produttiva perché deprivata di una luce sufficiente per sviluppare dei fiori compatti e pieni di resina. Sfoltire la parte inferiore significa rendere più produttiva quella superiore.

2) State attenti nel taglio. Prima studiate la tipologia di pianta e dopo effettuate la potatura. In fondo non a tutti sta bene lo stesso taglio di capelli!

3) Rimuovere tutte le foglie danneggiate, secche o morte, che si trovano normalmente nella parte inferiore lasciando spazio a quelle superiori di svilupparsi in modo da garantire un buon rendimento alla pinata.

4) La potatura è consigliabile effettuarla prima di mettere in fioritura la pianta, perché, se ha avuto una buona fase vegetativa, impiegherà pochi giorni per riprendersi dallo shock della potatura. Dopo al massimo una settimana, sarà di nuovo forte e pronta per affrontare la fioritura, concentrando così tutta se stessa verso la parte superiore.

Sative
Le piante a dominanza sativa sono caratterizzate da una crescita rapida in fase vegetativa. Per questo motivo i coltivatori che decidono di crescere questo tipo di varietà effettuano spesso la tecnica del topping. In questo modo la pianta smetterà di crescere in altezza ed inizierà a svilupparsi in larghezza.
Un altro metodo reso famoso da Soma seed è quello del Super Cropping, che consiste nel piegare con delicatezza la cima apicale a 90 gradi (fino a quando non si sentono le fibre dello stelo). Con questo metodo ci si assicura che le piante abbiano tutte la stessa altezza e una resa maggiore.

Indiche
Di solito le piante a dominanza Indica hanno una crescita più lenta rispetto alle Sative. Per questo motivo si consiglia di solito di attendere una settimana in più rispetto alle altre per effettuare la potatura. Ultimamente le tecniche più in voga per questo tipo di strain sono il LST e lo Scog.

Conclusioni
Quando si effettua in modo corretto, la potatura può essere uno strumento per avere delle piante in salute che, una volta tagliate regalano cime piene di THC.

Il metodo migliore per capire qual è il tipo di potatura più adatto ad una varietà è prendere due piante uguali per genetica e struttura, potarne una effettuando la tecnica prescelta e lasciare l’altra. A fine raccolto si osserva come si sono comportate entrambe e si potranno trarre delle conclusioni certe ed oggettive.

Esempi
G8 (Super Silver Haze x G13)
Questo ibrido a dominanza sativa ha una struttura che tende a “stringere”. Per questo motivo ho effettuato la tecnica del Super Cropping in modo da adattarlo all’altezza del resto della growroom.

Og Kush
Per capire bene qual è il metodo migliore di potatura ho effettuato ad una pianta il topping durante la terza settimana di vegetativa. Ho lasciato invece l’altra nella sua forma originale liberandola soltanto delle foglie e rametti inferiori (al di sotto del terzo internodo) in modo da assicurare una buona traspirazione.

Nota: entrambe le varietà fanno parte della mia collezione privata, frutto del lavoro di amici breeders appassionati e dediti alla conoscenza approfondita della cannabis.

a cura di Dank Weediams

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