Secondo gli scienziati il 2020 si avvia a diventare l’anno più caldo da quando sono in corso le misurazioni. L’allarme è suonato già a gennaio, quando i record di temperatura sono stati superati dall’Antartico alla Groenlandia, lasciando vaste aree senza neve. A febbraio, una base di ricerca in Antartide ha registrato per la prima volta una temperatura di oltre 20°C. All’altro capo del mondo Qaanaaq, in Groenlandia, ha stabilito il record di 6°C in una domenica di aprile.

Nel primo trimestre, il riscaldamento è stato più pronunciato in Europa orientale e in Asia. Nelle ultime settimane, gran parte degli Stati Uniti ha subito un soffocamento. Venerdì scorso, secondo il National Weather Service, il centro di Los Angeles ha raggiunto i 34°C , record per il mese di aprile. Anche l’Australia occidentale ha registrato un caldo record.

Per dare una misura dell’anomalia climatica su tutte, basti pensare che negli ultimi 50 anni nella Penisola antartica le temperature sono aumentate di quasi 3° C e, nello stesso periodo, circa l’87% i ghiaccia lungo la costa dell’Antartide occidentale si sono ritirati, fenomeno che negli ultimi 12 anni è decisamente accelerato. Secondo uno studio pubblicato su Nature siamo in linea con il peggiore scenario climatico previsto dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), «Di conseguenza, ciò comporterà un ulteriore aumento di 17 centimetri del livello del mare entro il 2100». Si tratta di un problema enorme non solo per l’Antartide, ma anche  per il resto del mondo. Entro la fine del secolo il livello del mare salirà di 70 cm con 400 milioni di persone a rischio inondazioni costiere ogni anno.

Nel frattempo il Mar Glaciale Artico potrebbe ritrovarsi del tutto libero dai ghiacci in estate anche prima del 2050. Un recente studio condotto dall’Università di Amburgo sostiene che “Anche riducendo le emissioni globali rapidamente in maniera sostanziale, e con ciò riuscendo a rimanere al di sotto dei 2°C di riscaldamento globale rispetto ai livelli pre-industriali, ciò nonostante il ghiaccio marino nell’Artico potrebbe occasionalmente scomparire in estate anche prima del 2050″. Se le emissioni saranno ridotte in tempi brevi, anni liberi dai ghiacci si verificheranno solo occasionalmente. Se invece continueranno a esserci elevati livelli di emissioni, nessuno di questi nuovi record è destinato a durare.





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