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A Black Rock City, nel deserto del Nevada, si sta svolgendo proprio in questi giorni il Burning Man, il festival dedicato alla “comunità, all’arte, all’espressione personale e all’autosufficienza”.

Il festival è iniziato il 28 agosto e andrà avanti fino al 5 settembre. Il crescente successo della manifestazione è sottolineato da un numero sempre più elevato di partecipanti (pare quasi 80mila persone).

Le origini del festival che celebra la libertà d’espressione in tutte le sue forme risalgono al 1986, quando Larry Harvey e Jerry James, i fondatori del festival, in occasione del solstizio d’estate bruciarono un pupazzo di legno di 3 metri sulla Baker Beach a San Francisco. Lo spirito della manifestazione va ricercato proprio nella volontà di esaltare la cultura della comunità al di là di ogni limitante particolarismo, non a caso, infatti, dal 1991 la manifestazione si svolge a Black Rock City, una città anarchica che viene completamente smantellata a conclusione della manifestazione.

Durante il festival vigono le regole contenute nei 10 principi formulati da Larry Harvey, che rispecchiano la filosofia di una comunità ispirata alla cultura del dono, al senso di responsabilità civica e all’inclusione radicale nella prospettiva dell’immediatezza e dell’autoespressione.

In questi giorni, 75mila persone si trovano nella città del deserto che aprirà le sue porte ai visitatori fino al 5 settembre. Il 3 settembre sarà rinnovato il consueto rito del falò dell’uomo di legno, che rappresenta il momento clou di una manifestazione veramente originale, all’interno di una città che vive per pochi giorni animata dall’allegria coinvolgente di partecipanti che accettano di rispettare il decalogo del festival e si procurano il necessario solo attraverso il baratto.

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Il Burning Man si svolge in una dimensione sospesa tra reale e ideale, in una rassicurante atmosfera di cameratismo in cui è possibile esprimersi senza timore di essere giudicati, uno spazio da cui il denaro è rigorosamente bandito, un soggiorno che equivale a una cura piacevole e disintossicante dal culto dell’apparenza e dalla frenetica e alienante corsa al guadagno e al benessere.

Al termine del festival non dovrà rimanere alcuna traccia di questa esperienza momentanea, come previsto dal regolamento stilato da Harvey e la Play restoration crew per circa un mese si occuperà di pulire a fondo l’area in cui si è svolta la manifestazione. Dopo il 5 settembre, Black Rock City, proprio come il fantastico villaggio di Brigadoon, scomparirà senza lasciare traccia, ma non bisognerà aspettare cent’anni per vederla rinascere, basterà solo attendere fino alla prossima estate.

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