Buju_Banton

Pensare che il nuovo processo lasciava ben sperare. Apertosi il 14 febbraio il giorno di San valentino, sotto il riflesso Grammy vinto qualche ora prima si sperava che venisse scagionato. Non tanto perché si credeva alla sua innocenza ma per il modo in cui è stato arrestato, cadendo nella trappola tesa dall’antidroga americana grazie ad un informatore in busta paga. “Mi vergogno molto di me stesso”, ha detto Banton durante la sua deposizione al processo. “So che suona male. Ma io non ho partecipato a quell’acquisto”.

Il processo non c’entrava affatto con la carriera musicale, ma l’immagine di quel Grammy si sperava ottenesse benefici anche se il suo avvocato lo aveva escluso a priori. “Non si tratta di Buju Banton, il cantante reggae,” il procuratore James Preston ha detto in chiusura di processo “Si tratta di Mark Myrie”. Preston, il procuratore capo, ha presentato nastri audio e video di Banton che dimostrato la sua colpevolezza. In un video si vedeva assaggiare la cocaina in un deposito di Sarasota, l’8 dicembre 2009. Ma materialmente non era presente all’affare, concluso due giorni dopo. Gli avvocati della difesa avevano puntato sull’informatore, semplicemente non era credibile, aveva guadagnato 3,3 milioni dollari lavorando per gli agenti anti droga negli ultimi 14 anni, di cui 50.000 dollari erano il suo ricompenso per aver incastrato Banton.

Buju è stato dichiarato colpevole di cospirazione per possesso e distribuzione di cocaina, per possesso di un’arma da fuoco con l’aggravante di traffico di droga e per l’utilizzo del telefono per facilitare un reato. Anche se è ritenuto colpevole non è stata ancora stabilita la pena carceraria. L’avvocato difensore crede che avrà non meno di 15 anni, intanto si prepara al ricorso mentre il suo assistito ritorna in carcere.

a cura di T-Action

 





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