Quelli di Dolce Vita sono impazziti, avrà pensato qualcuno leggendo il titolo di questo articolo. Ma come, ogni giorno ci parlano di un sacco di cose che non vanno bene: le bassezze della politica, le ingiustizie, le guerre dimenticate, le disuguaglianze e tutto il resto… E poi? Poi se ne escono dicendo che ogni giorno il mondo migliora rispetto al giorno precedente?

Ebbene sì. E non si parla di un miglioramento in contorti termini filosofici e metafisici, ma proprio di un miglioramento reale e materiale, oggettivo e misurabile. Tendiamo a dimenticarlo, ma ogni giorno anziché le solite notizie negative sui giornali potremmo leggere titoli come questi: Oggi nel mondo ci sono 130mila poveri in meno di ieri; Questa settimana altri 300mila bambini hanno imparato a leggere e scrivere; Per il 200esimo anno consecutivo anche in questo 2019 sta dimuendo la mortalità infantile. E si potrebbe andare avanti a lungo.

Ve ne avevamo parlato tempo un paio di anni fa in un articolo intitolato “Non c’è mai stato un momento migliore per vivere sulla Terra” e lo ribadiamo oggi grazie ad alcuni nuovi dati pubblicati dallo scienziato cognitivo canadese Steven Pinker (in Italia pubblicati dal blog di Beppe Grillo). Un po’ di esempi? L’anno scorso il mondo contava 12 guerre in corso, 60 autocrazie, il 10% della popolazione mondiale era in condizioni di estrema povertà e si contavano più di 10.000 armi nucleari. Sono ancora troppe, non c’è che dire, ma 30 anni fa eravamo messi così: 23 guerre, 85 autocrazie, 37% della popolazione mondiale in povertà estrema e oltre 60.000 armi nucleari sul pianeta.

E questo vale per molti altri campi: per quasi tutta la storia umana l’aspettativa di vita è stata di circa 30 anni, oggi in tutto il mondo supera i 70 anni con punte di oltre 80 nei paesi sviluppati. 250 anni fa, anche nei paesi più ricchi del mondo, un terzo dei bambini non arrivava al quinto compleanno. Oggi, questo destino colpisce meno del 6% dei bambini nei paesi più poveri del mondo e quasi nessuno in quelli ricchi.

200 anni fa il 90% della popolazione mondiale viveva in estrema povertà, oggi è meno del 10%. Per gran parte della storia umana, le nazioni e gli imperi potenti sono stati costantemente in guerra tra loro, e la pace non era altro che una piccola parentesi tra due guerre. Oggi non è più così per buona parte del mondo.

Analoghi miglioramenti sono avvenuti nel mondo della salute, nell’educazione (200 anni fa solo una persona su dieci sapeva leggere e scrivere, oggi sono 85 su 100), nel tasso di omicidi (in discesa costante in tutto il mondo), nelle libertà civili e in quasi tutti gli ambiti. Sono notizie che non si sentono mai e che difficilmente percepiamo. Tanto che molti di noi sono convinti che il mondo stia peggiorando sempre di più. Un po’ perché siamo alle prese con un sistema mediatico che ci bombarda di notizie negative, un po’ perché la nostra psiche è più portata a dare importanza alle notizie che la colpiscono. Ed è innegabile che una notizia del tipo “Attentato terroristico: oltre 200 morti”, colpisce di più di “Questo è il 74esimo anno consecutivo di pace in Italia”.

Certo, ancora non tutto va bene. C’è molto da fare per riuscire a debellare del tutto la fame, la guerra e le ingiustizie da questo mondo. E c’è un ambito dove il mondo sta evidentemente e gravemente peggiorando, ovvero le condizioni ambientali del nostro pianeta. Conciliare i miglioramenti materiali con la fine dello sfruttamento delle risorse della Terra e dell’economia della plastica è la sfida più difficile che il mondo ha davanti a sè.





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