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Brasile: depenalizzata la cannabis per uso personale

Una decisione storica per il Paese, che pone l'accento sulla salute pubblica piuttosto che sulla criminalizzazione della popolazione

brasile cannabis
Con 8 voti a favore e 3 contrari, la Corte Suprema del Brasile ha depenalizzato il possesso di cannabis per uso personale. Che non sarà più punibile penalmente, ma trattato come un illecito amministrativo.

Un passo storico, che si rifà alla norma approvata dal Congresso brasiliano nel 2006, che introduceva delle pene alternative per chi trasportava solo piccole quantità di stupefacenti.

Tuttavia però, la vaghezza della legge, che non definiva le “piccole quantità” che distinguevano l’uso personale dal traffico illecito, ha aggravato ulteriormente la situazione.

Con le forze dell’ordine che senza sosta hanno continuato ad arrestare i semplici consumatori con l’accusa di spaccio. Il risultato? La popolazione carceraria del Brasile è esplosa, diventando la terza più grande al mondo.

La decisione della Corte Suprema infatti, ha l’obiettivo di alleggerire il sistema carcerario. Visto che: “La maggior parte dei detenuti in attesa di giudizio e dei condannati per traffico di droga in Brasile sono delinquenti alle prime armi, che portavano con sé piccole quantità di sostanze illecite, catturati durante operazioni di routine della polizia, disarmati e senza alcuna prova di rapporti con la criminalità organizzata”, ha dichiarato Ilona Szabó, presidente dell’Istituto Igarapé.

Brasile: depenalizzata la cannabis per uso personale
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DEPENALIZZAZIONE DELLA CANNABIS IN BRASILE: ANCORA TUTTO DA STABILIRE

Sebbene il cambio di paradigma, accolto con grande entusiasmo dai sostenitori della proposta, i giudici della Corte Suprema devono ancora definire la quantità massima da considerare per uso personale. Un limite che, secondo le prime dichiarazioni, potrebbe toccare i 40 grammi di cannabis.

La vendita invece resta illegale. E “il consumo di cannabis – ha sottolineato il presidente della Corte Roberto Barroso – non sarà permesso nei luoghi pubblici“, ma limitato agli spazi privati.

In particolare, la sentenza rappresenta un punto di svolta per il Brasile perché le persone sorprese con modiche dosi di cannabis non saranno più punite con il carcere, ma sanzionate amministrativamente. Riconoscendo la questione come un problema di salute pubblica.

Infatti, come evidenziato da Dias Toffoli, uno dei giudici favorevoli alla depenalizzazione, il danno principale della situazione attuale è il “marchio criminale” che frena i consumatori nel chiedere aiuto in caso di dipendenza.

Adesso invece, chi verrà trovato in possesso di cannabis potrà prestare servizi comunitari e partecipare a programmi rieducativi, dove sarà prima istruito sugli effetti delle droghe e poi reinserito nella società.

In questo modo il Brasile segue il trend che già da diversi anni caratterizza l’America Latina. Era il 2013 infatti quando l’Uruguay è diventato il primo paese al mondo ad aver legalizzato la cannabis.

Segue la Colombia, dove lo scorso maggio la Camera dei Rappresentanti ha approvato la legge per legalizzare la cannabis.

E ancora l’Argentina, che nel 2017 ha autorizzato la cannabis per scopi terapeutici. E il Messico, che dopo aver dichiarato incostituzionale il divieto di coltivazione, detenzione e consumo di cannabis, ha rilasciato le prime licenze che ne autorizzano effettivamente il commercio.



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