Xylella fastidiosa o ulivi fastidiosi per le grandi multinazionali di sciacalli?

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Lo scorso 7 Luglio, le forze dell’ordine hanno organizzato un vero e proprio blitz nelle campagne di Oria, più precisamente nella Contrada Frascata con l’obiettivo di intervenire con l’eradicazione di 48 ulivi colpiti dal batterio della Xylella Fastidiosa. Le operazioni hanno visto l’intervento di un numero esagerato di forze dell’ordine: coordinate dal Corpo Forestale dello Stato e supportate dai poliziotti della Digos di Brindisi, dai Carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana e dalla Guardia di Finanza.

Le operazioni sono iniziate all’alba e, il dispositivo di sicurezza con agenti in tenuta antisommossa, è stato messo in atto per prevenire eventuali tentativi di opposizione da parte degli ambientalisti e dei cittadini che il 15 Aprile scorso avevano tentato di bloccare l’abbattimento dei primi alberi di ulivo.
La zona è stata transennata e numerosi blocchi stradali sono stati disposti per tenere lontani tutti, anche operatori, fotografi e giornalisti.

I mezzi impiegati in questa operazione sono assimilabili a quelli messi in atto per i blitz antimafia o antidroga, addirittura il neo Sindaco della provincia di Oria, Cosimo Ferretti, afferma di non essere stato messo al corrente delle operazioni né dalla prefettura, né tantomeno dalle istituzioni.
Anche i proprietari dei terreni interessati non hanno ricevuto alcun preavviso e sono stati messi al corrente la mattina stessa, all’alba, di quello che sarebbe successo.

Gli interventi di abbattimento rientrano tra le disposizioni provenienti da Bruxelles, dove tra aprile e maggio scorsi, erano state approvate nuove misure per il contrasto del batterio nel territorio pugliese che prevedono l’eradicamento delle piante infette e l’uso dei pesticidi nei territori colpiti dal batterio.

Tutto ciò però avviene in un clima di profonde contraddizioni, disinformazione e superficialità, che rende sempre più facile pensare che alla base non ci sia un impegno disinteressato per la cura del batterio e la salvaguardia del territorio ma piuttosto una speculazione frutto di interessi economici maggiori. Purtroppo questo piano di eradicazione indetto dalla comunità europea ingrasserebbe le tasche di diversi attori ed è proprio per questo che il piano viene portato avanti in silenzio e con un impegno di forze dell’ordine fuori dal normale.

Si parla infatti di speculazione del mercato delle biomasse, delle multinazionali dell’agrochimica internazionale, dei produttori di OGM e dei costruttori che potrebbero approfittare dello spazio libero lasciato dagli ulivi abbattuti.
Tutto questo è stato scoperto e diffuso in rete da attivisti e cittadini che vogliono fare chiarezza e salvare il Salento, nonostante le forze dell’ordine e le istituzioni stiano facendo di tutto per terrorizzarci, velocizzando le procedure e agendo di nascosto.

xylella reportA questo proposito, la giornalista d’inchiesta investigativa Marilù Mastrogiovanni, ha pubblicato un libro-inchiesta intitolato “Xylella report” nel quale tratta il caso della Xylella riportandone le inesattezze scientifiche, le circostanze incerte e gli interessi economici.

Le parassitosi, come affermano numerosi studiosi, sono fenomeni naturali e transitori, nella maggior parte dei casi frutto degli squilibri dei terreni e che possono essere combattute ricostruendo gli ecosistemi, ripiantando e favorendo così il ritorno dei predatori naturali.

Nonostante l’aggressività del piano Siletti, alcune aziende sono riuscite ad opporsi all’eradicazione, infatti 26 aziende biologiche e 26 vivai hanno fatto ricorso contro il piano Siletti al Tar e hanno vinto. Il tribunale ha accordato loro una sospensione dell’azione fino al mese di dicembre, questo perché hanno dimostrato che l’utilizzo dei pesticidi avrebbe messo in ginocchio le aziende biologiche che per definizione sono contrarie all’utilizzo dei pesticidi. Il Ministero e la Protezione Civile hanno cercato di bloccare la sospensiva ricorrendo al Consiglio di Stato ma il tribunale ha bloccato il ricorso perché ha considerato che l’impiego dei pesticidi e l’eradicazione degli ulivi è peggiore del male stesso. Il danno sarebbe irreversibile, nonostante il danno effettivo provocato dalla Xylella resti ancora sconosciuto.

Circa una trentina di Comuni salentini, hanno intrapreso un’azione giudiziaria, mettendo l’accento sulle nefaste conseguenze sulla salute dei cittadini provocate dai pesticidi.

Ciò che appare chiaro è la necessità d’indagare e di diffondere la verità relativa alla questione degli ulivi e del batterio della Xylella: siamo di fronte a una situazione delicata che rischia di avere conseguenze irreparabili sull’economia, l’ecosistema e il patrimonio culturale partenopeo.

E’ importante la collaborazione di tutti per diffondere la verità e combattere gli interessi economici delle multinazionali. Vi aggiorneremo prossimamente con ulteriori approfondimenti.

AGGIORNAMENTO: Sono stati abbattuti, ma ad altre, ulteriori analisi, effettuate con le stesse metodiche e gli stessi “marcatori” utilizzati dal CNR di Bari, sono risultati negativi a xylella.
La notizia, esclusiva di “Xylellareport.it”, arriva lo stesso giorno in cui nuovi ulivi secolari, circa 45, vengono abbattuti a Oria e getta un’ombra pesante e inquietante sulla bontà dell’intera macchina di monitoraggio, campionamento, analisi e eradicazione del patogeno da quarantena trovato nel Salento. Leggi qui l’articolo completo: http://xylellareport.it/2015/07/07/oria-negli-ulivi-abbattuti-non-cera-xylella/





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