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Un blitz dentro una casa alla ricerca di droga che si trasforma in una strage sfiorata, con un cane ferito gravemente e una ragazza di 17 anni colpita di striscio, alla gamba, dai colpi di pistola che un poliziotto ha esploso solo perché da una distanza di 3-4 mentri il cane aveva iniziato a ringhiargli contro. Una follia.

E’ quanto è accaduto a Genova, dentro un appartamento nelle case popolari di Begato, quartiere del capoluogo ligure. Sono le 9.30 quando un gruppo di agenti del commissariato di Cornigliano suona al campanello. In casa ci sono una donna, il suo compagno, la figlia di 17 anni e i due cani della famiglia. La polizia cerca loro e vuole effettuare una perquisizione, sospettando un’attività di spaccio.

Secondo quanto raccontato dal compagno della madre, Francesco Jannelli, al cronista della tv locale Telenord, quando i poliziotti entrano uno di loro tiene già la pistola in mano, neanche si trattasse di un blitz a casa di Pablo Escobar. Uno dei due cani è un pittbull, mentre la ragazzina lo accompagna in balcone si ferma ad almeno tre metri di distanza dagli agenti. Ringhia e abbaia in loro direzione. A quel punto l’agente alza l’arma che teneva in mano, punta verso il cane e spara senza pietà: cinque, sei, sette colpi. Il cane rimane a terra ferito gravemente mentre la ragazza viene ferita di striscio.

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La perquisizione porta al “grande” bottino di un grammo di marijuana e di una piantina di cannabis legale, acquistata alla fiera Euroflora. Nient’altro. Il cane portato d’urgenza alla clinica veterinaria non è in pericolo di vita, la figlia se la cava con qualche medicazione, sul pavimento resta il sangue provocato dall’assurdo blitz. Mentre la Questura cerca di giustificare l’agente parlando in un comunicato di una reazione al comportamento aggressivo del cane.

Si chiude così una giornata di follia, un caso certo isolato (almeno per ora) per quanto riguarda i risvolti tragici, ma perfettamente inserito nel clima di repressione crescente che si vive in Italia, dove operazioni del genere si verificano ogni giorno nelle case private, come nei locali e nelle scuole. Moltiplicate per numero e intensità da quando la tolleranza zero della Lega siede tra i banchi del governo.

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