La risposta del Consiglio di Stato ai quesiti posti dal ministro della Salute in materia di biotestameto e in particolare sulle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat), con riferimento, tra le altre cose,  all’istituzione della banca dati nazionale (prevista dal comma 418 dell’articolo 1 della legge di bilancio n. 205 del 2017) è stata rapida e puntuale. Una buona notizia che favorisce l’effettiva attuazione del testamento biologico.

«I chiarimenti del massimo organo della giustizia amministrativa» ha detto la ministra della Salute, Giulia Grillo, «ci consentono di ultimare la predisposizione di un provvedimento molto atteso dai cittadini, ma purtroppo per lungo tempo dimenticato nei cassetti del ministero.»

Con le Dat, in vigore dallo scorso 31 gennaio nella legge che parla di consenso informato alle cure e di rifiuto all’accanimento terapeutico, tutti i cittadini maggiorenni e capaci di intendere e di volere possono decidere i trattamenti sanitari che si vogliono ricevere e quelli ai quali si rinuncerebbe nel caso in cui non si fosse più in grado di esprimersi e prendere decisioni autonomamente; ciò avviene manifestando la propria volontà mediante la redazione di un atto specificamente previsto in cui non vi è alcun vincolo di contenuto: l’interessato deve poter scegliere di limitarle solo a una particolare malattia, di estenderle a tutte le future malattie, di nominare il fiduciario o di non nominarlo. Spetterà al ministero della Salute mettere a disposizione un modulo-tipo per facilitare il cittadino a rendere le Dat. Poiché le Dat servono a orientare l’attività del medico, è necessario che ci sia certezza sulla corretta formazione della volontà del dichiarante.

Per la corretta procedura per la redazione del testamento biologico si rimanda all’Associazione Luca Coscioni da sempre in prima linea per l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani: https://www.associazionelucacoscioni.it

 





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