L’avevamo già visto accadere di recente in Cina quando le misure per contenere la diffusione del Coronavirus hanno portato alla diminuzione dell’inquinamento. Ora, come dai dati resi pubblici da Inspra, il calo drastico di biossido di azoto si registra nella Pianura Padana dopo che da un mese a questa parte le recenti norme anti-Coronavirus  hanno fatto scendere il traffico veicolare e portato alla chiusura di diverse attività.

Il biossido di azoto (No2) è uno dei principali inquinanti presenti in atmosfera, in quanto prodotto da tutti i processi di combustione, compreso il traffico, ed è anche quello che più rapidamente risponde alle variazioni delle emissioni.

Il Covid-19 quindi sta portando indirettamente ad un miglioramento della qualità dell’aria, cosa che può essere un bene anche per la lotta al virus. Non è una sorpresa infatti che la polmonite colpisca molto più duramente in zone notoriamente soggette a tassi di inquinamento particolarmente elevati come appunto lo Hubei e la Pianura Padana. Non per caso, si stima che solo in Italia muoiano annualmente fra le 40.000 e le 50.000 persone l’anno per complicazioni legate all’inquinamento atmosferico, in particolare quello da micro- e nano-polveri (l’Italia ha il triste primato europeo per morti premature da inquinamento atmosferico). In questo caso specifico del Covid-19, c’è poi anche il grave sospetto che le polveri sottili possano veicolare direttamente il virus, facilitandone la diffusione, ma è ancora una teoria, è presto per avere delle prove definitive in merito.





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