«Sono assolutamente contraria alla legalizzazione della cannabis. È una scorciatoia, non ci si rende conto di ciò che è importante e di ciò che non lo è, di ciò che è giusto e di ciò che non lo è. Il tema della legalizzazione non affronta il problema più importante che è quello dei minorenni».

Con queste parole la ministra della Salute Beatrice Lorenzin chiude ogni ipotesi alla legalizzazione delle droghe leggere.

La Lorenzin, politica di stretta osservanza “alfaniana” e membro del governo Gentiloni (e prima di quelli Renzi e Letta) ha scelto la cornice ideale per ribadire ancora una volta le sue convinzioni proibizioniste. Le sue dichiarazioni sono infatti state rilasciate durante una visita a San Patrignano, comunità di recupero che da sempre funge da autorità teorica per tutto il mondo del proibizionismo italiano.

Il ministro della Salute, in barba ad ogni evidenza scientifica, ha anche rilanciato una delle bufale più dure a morire sulle droghe: quella dell’escalation dalle canne fino all’eroina. «Con la banalizzazione della cannabis – ha detto – rischiamo di veder crescere le dipendenze in modo esponenziale».

Le dichiarazioni del ministro ribadiscono una volta di più come all’interno del governo Gentiloni molte forze politiche (i deputati del partito di Alfano, Area Popolare, in primis, ma non solo) siano determinate ad opporsi strenuamente ad ogni ipotesi di riforma delle leggi sulla cannabis.





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