Il tribunale del Missouri, negli Stati Uniti, ha imposto ai giganti tedeschi Bayer e BASF una sanzione per danni ambientali di 265 milioni di dollari a causa della distruzione di un’intera coltura di peschi per colpa del Dicamba, altro erbicida “ereditato” da Monsanto. La decisione potrebbe incoraggiare altri coltivatori dell’Arkansas e dell’Illinois a intraprendere simili azioni legali.

A vincere il contenzioso Bill Bader, un coltivatore di pesche del sud-est del Missouri che aveva chiamato in causa la multinazionale per aver subito ingenti danni ai suoi frutteti causati, appunto, dal Dicamba utilizzato nei campi vicini, seminati a cotone Ogm, resistente all’erbicida. Un pesticida – secondo gli esperti – che non si era limitato a rimanere sui campi di cotone ma aveva avvolto i pescheti di Bader, seccando le foglie e uccidendo gli alberi.

Attualmente Bayer si trova impegnata sotto diversi fronti: da una parte ci sono ancora i 10 miliardi di dollari “sospesi” per il caso Roundup, diserbante dannoso e potenzialmente cancerogeno per l’uomo (un recente studio pubblicato Environmental Health lo ha confermato responsabile di insorgenze tumorali nelle cavie sottoposte a test), da un’altra le accuse di aver nascosto i rischi per la sicurezza connessi al suo dispositivo anticoncezionale Essure e, da un’altra ancora, le migliaia di azioni legali già intraprese da diverse città americane che accusavano Monsanto di aver contaminato i corsi d’acqua con PCB tossici.





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