Bayer e Monsanto, che ormai sono la stessa azienda visto che la seconda è stata acquistata dalla multinazionale tedesca per 63 miliardi di dollari, sono ormai entrate da tempo nel mercato della cannabis.

In alcuni casi in modo diretto e in altri con triangolazioni ed acquisti tramite società controllate. E’ un processo iniziato nel 2016 quando Scotts Miracle-Gro, azienda strettamente legata a Monsanto, ha iniziato ad acquistare aziende che storicamente operavano nel cannabusiness, internazionale e italiano.
Che Monsanto e Scotts Miracle Gro siano legate da anni da una profonda partnership lo spiega la multinazionale direttamente dal proprio sito: un rapporto che dura da oltre 20 anni, visto che dal 1999 Scotts è distributore esclusivo di Roundup (l’erbicida killer che contiene il glifosato), e che è stato rinnovato di recente per quanto riguarda il diserbante ed esteso anche ad altri prodotti.

Dapprima ha investito 136 milioni di dollari per acquisire la californiana General Hydroponics e la sorella Vermicrop, che hanno le loro ramificazioni anche in Europa. Poi tramite la sussidiaria Hawthorne Gardening Co ha investito per acquisire il 75% di Gavita Holland BV, produttore di sistemi di illuminazione. Poi, nello stesso anno e sempre tramite la sussidiaria Hawthorne Gardening Co, ha perfezionato l’acquisto di Botanicare, azienda con sede in Arizona che produce nutrienti organici e sistemi di coltivazione idroponici.

Dall’altro lato c’è già la certezza che il colosso mondiale stia già lavorando nel settore. Non è infatti un mistero che la Bayer collabori da anni con la GW Pharmaceuticals azienda britannica che ha lanciato sul mercato i primi farmaci a base di cannabis: il Sativex anni fa e l’Epidiolex, primo farmaco a base di CBD, lanciato nel mercato USA nel 2018 e che dovrebbe arrivare quest’anno anche in Europa, nonostante il problema relativo al prezzo davvero alto per i pazienti, in molti casi bambini affetti da forme di epilessia resistente ai farmaci tradizionali.

“GW Pharmaceuticals plc (“GW”) e Bayer AG (“Bayer”) hanno stipulato un accordo di marketing esclusivo per l’estratto medicinale a base di cannabis di GW, commercializzato con il marchio Sativex”, aveva reso noto tempo fa l’azienda inglese, sottolineando che: “Bayer ha ottenuto i diritti esclusivi per commercializzare Sativex nel Regno Unito”. Inoltre, Bayer ha avuto la possibilità, per un periodo limitato di tempo, di negoziare i diritti di commercializzazione in altri paesi dell’Unione europea e in altri paesi selezionati in tutto il mondo.

Altro indizio: quando l’Uruguay ha deciso di legalizzare la cannabis, dei consulenti della Monsanto hanno messo a punto un marcatore genetico che distingue la canapa industriale a basso THC da marijuana ad alto contenuto di THC. Non si tratta di cannabis modificata genticamente, ma di un sistema per permettere di distinguere le genetiche di cannabis. Un organismo geneticamente modificato (OGM) è un genotipo creato dall’ingegneria genetica che interviene sul DNA di un organismo, al contrario della selezione dei semi e della coltivazione selettiva tramite incroci, che è il modo in cui sono stati sviluppati tutti i ceppi di cannabis fino ad oggi.

D’altro canto Michael Straumietis, fondatore e proprietario della società Advanced Nutrients, ha costantemente messo in guardia sui pericoli che potrebbero derivare da Bayer, Monsanto, Scotts Miracle-Gro, in ottica di creare cannabis OGM. “Monsanto e Bayer condividono informazioni sulle colture geneticamente modificate”, osserva Straumietis tirando queste conclusioni: “Bayer collabora con GW Pharmaceuticals, che coltiva la propria genetica di marijuana brevettata. È logico concludere che Monsanto e Bayer vogliano creare marijuana OGM“. Monsanto sul proprio sito nega, ma non è una rassicurazione che ci può far stare tranquilli.

E la Coldiretti un anno fa metteva tutti in guardia: “Con la fusione tra Bayer e Monsanto, tra DuPont e Dow Chemical e l’acquisizione di Syngenta da parte di ChemChina si rischia che il 63% del mercato delle sementi e il 75% di quello degli agrofarmaci finisca nelle mani di sole tre multinazionali con un evidente squilibrio di potere contrattuale nei confronti degli agricoltori”. Non solo perché secondo l’associazione di categoria, “Il miliardo e mezzo di produttori agricoli mondiali sono stretti in una tenaglia da pochi grandi gruppi multinazionali che dettano le regole di mercato nella vendita dei mezzi tecnici necessari alla coltivazione e all’allevamento nelle aziende agricole, a partire dalle sementi, ma anche nell’acquisto e nella commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentare”.

Intanto le ultime notizie per il colosso mondiale non sono positive: il bilancio 2018, anno della finalizzazione dell’acquisizione del gigante delle sementi, è stato chiuso con un utile netto in calo del 76,9% a 1,69 miliardi di euro e i dati di bilancio mettono in evidenza che Bayer deve fare i conti con circa 11.200 cause negli Stati Uniti a causa del glifosato. L’ultimo colpo è arrivato pochi giorni fa, quando una giuria statunitense ha riconosciuto a un residente della California danni per oltre 80 milioni di dollari ritenendo che l’uomo abbia contratto un cancro a causa della sua esposizione al diserbante Roundup a base di glifosato prodotto da Monsanto.

Quello che potete fare voi, oltre a boicottare le aziende che fanno parte del loro gruppo, è sostenere le aziende che si dedicano alla cannabis non solo per lucrarci, ma mantenendo la passione e l’amore per questa pianta davanti a tutto.

AGGIORNAMENTO: Secondo le dichiarazioni dei proprietari della GHE (General Hydroponics Europe), la Scotts Miracle-Gro non ha acquisito anche la loro azienda ma solo la General Hydroponics (americana). La GHE rimarrà di proprietà dei fondatori e presto cambierà nome in Terra Aquatica.

Lawrence Brooke, fondatore della General Hydroponics USA con Noucetta Kehdi e William Texier, co-fondatori della General Hydroponics Europe





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