Uscito il 23 marzo nelle sale, un documentario da non perdere “Banksy – L’arte della ribellione”, diretto da Elio Espana e prodotto in Gran Bretagna.

Bansky è uno degli artisti più influenti del momento che con la sua street art a sfondo satirico ha trattato temi politici, culturali ed etici contemporanei. Non conosciamola sua identità, si sa solo che è britannico, nato e cresciuto a Bristol. Si dice che abbia frequentato fino all’adolescenza una scuola privata e che non si sia mai iscritto all’Accademia delle Belle Arti. Ha iniziato a dipingere a Barton Hill, un centro giovanile che si trovava nella periferia di Bristol e dove si riunivano i writers, avvicinandosi così al mondo della street art. A quei tempi si firmava con pseudonimi diversi, come Tes e Kato, e lavorava con delle crew. Le sue opere oggi combinano un umorismo oscuro con graffiti eseguiti con la tecnica dello stencil.

I suoi murales di critica politica e sociale sono apparsi su strade, mura e ponti di città in tutto il mondo. La sua arte trova espressione nella dimensione stradale e pubblica dello spazio urbano, realizzando pezzi che documentano la povertà della condizione umana. L’anonimato dell’artista Banksy ha contribuito alla creazione del mito legato alla sua immagine. Ha contribuito inoltre a rendere eccezionali le sue opere. «Un muro è una grande arma. È una delle cose peggiori con cui colpire qualcuno», parola di Bansky.





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