Definito da molti l’“acciaio verde”, negli ultimi anni il bambù ha visto crescere in maniera importante l’attenzione nei suoi confronti. Mentre prima in Occidente era visto quasi esclusivamente come pianta ornamentale, oggi viene considerato una promettente risorsa per i più svariati ambiti e usi.

Graminacea perenne, sempreverde, dalla crescita spontanea, rapida, non ha bisogno di essere seminata, annaffiata o concimata e si propaga autonomamente, rigenerandosi all’infinito. Della pianta, originaria delle regioni tropicali e subtropicali dell’estremo Oriente, esistono oltre 1000 specie in tutto il mondo con dimensioni che vanno da pochi centimetri ad altezze notevoli. Tutte sono caratterizzate da un fusto robusto, leggero e flessibile, estremamente resistente – da qui il paragone con l’acciaio – che lo rende particolarmente adatto all’edilizia. Il bambù infatti è un ottimo materiale da costruzione e lo dimostra l’esistenza di centinaia di case coloniali risalenti a oltre 200 anni fa. In Cina ce ne sono molte e quelle più antiche si dice abbiano addirittura 3.000 anni.

Per un lungo periodo l’utilizzo diffuso di materiali moderni ha significato per il bambù la perdita del ruolo che aveva conquistato nel passato nelle regioni del pianeta in cui era più diffuso, ma dopo essere stato gradualmente sostituito da calcestruzzo, acciaio e legno, ora ora tornando in auge grazie alla sua sostenibilità economica e ambientale: le abitazioni in bambù sono a basso costo, veloci da costruire, resistenti ai terremoti ed ecologiche, una soluzione apprezzata non solo nei paesi poveri e in via di sviluppo dove c’è bisogno di alloggi a prezzi accessibili, ma anche in Europa dove si sta affermando come una delle più promettenti innovazioni nella progettazione di edifici a emissioni zero. Come sostituto del legno è impiegato anche nell’arredo e nel design.

Questa pianta è poi utilissima per il consolidamento dei terreni e delle scarpate e nelle opere di bonifica. Si tratta di una pianta che assorbe inquinanti, polveri sottili e CO2 e in cambio ci regala enormi quantità di ossigeno. Inoltre le foreste di bambù temperano l’effetto isola di calore, con fino a dieci gradi in meno oltre a essere efficace come barriera contro l’inquinamento acustico.

Per non parlare del fatto che è una coltivazione totalmente naturale ed ecologica: non soffre di particolari malattie o parassiti che possono danneggiarla e di conseguenza non ha bisogno di essere trattata con antiparassitari, pesticidi e diserbanti.

Il bambù viene infine impiegato anche nella produzione di fibre tessili, di cosmetici, nella produzione di carta e nell’alimentazione. Nella cucina orientale i germogli, ricchi di proteine e di sali minerali, sono gli ingredienti base di molte ricette e dalle foglie si ottengono particolari bevande alcoliche.

Insomma, una pianta dai mille usi di cui non si butta via niente.





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