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B-Real: dalla collina dei cipressi all'Italia


B-Real: dalla collina dei cipressi all'ItaliaVenerdì 18 e sabato 19 novembre 2011 sono le date da segnare per un’occasione impedibile dedicata a tutti i veri amanti dell’hiphop, quello vero: B-Real (Cypress Hill) e i Psycho Realm, live a Roma e Venezia. E penso sia una buona coincidenza per potervi parlare di uno dei miei gruppi rap preferiti di sempre.

Vedete, quando si parla di Cypress Hill, bisogna innanzitutto levarsi il cappello. Discograficamente attiva fin dal 1991, la band composta da B-Real, Sen Dog e Dj Muggs (successivamente affiancati da Eric Bobo, percussionista e batterista), è di certo la rappresentante più conosciuta al mondo del latin rap, ovvero l’hip hop ispanico, sviluppatosi a Los Angeles, California, alla fine degli anni 80.
Ma non definirei i Cypress Hill propriamente un gruppo latin rap, qualche purista potrebbe non gradire affatto. Di certo la loro bandiera è ispanica però. E con “Latin Lingo” furono tra i primi a sdoganare radiofonicamente lo spanglish (il tipico idioma californiano che fonde elementi spagnoli, di matrice messicana, con l’inglese). A me comunque piace considerarli al di sopra delle etichette. Sono hip hop 100%. E questo basta.

La band ha all’attivo ben 10 album ufficiali, più un notevole numero di ep, dischi con altre formazioni, specials, cd live e partecipazioni. In ordine i dischi ufficiali:
Cypress Hill (1991)
Black Sunday (1993)
III Temples Of Boom (1995)
Unreleased and Revamped (1996)
IV (1998)
Los Grandes Exitos en Espanool (1999) – brani editi rifatti in spagnolo
Skull and Bones (2000) – doppio cd
Stoned Raiders (2001)
Till Death Do Us Part (2004)
Rise Up (2009)


B-Real: dalla collina dei cipressi all'ItaliaFin dagli inizi, il sound dei Cypress Hill fu uno dei loro marchi di fabbrica.
I samples rock e punk e il mood minimal di Dj Muggs (lo sapevate che è di origini sarde?), si differenziavano dal sound dei gruppi del tempo che prediligevano il classico sample preso dal soul, dal jazz o dal funk. A questo aggiungete questi 2 ispanici pazzi al microfono, uno dei quali, il bianco, B-Real, ha una voce gracchiante che sembra quella del diavolo, curata a psicofarmaci, e che oltre a testi demenziali e a tratti molto oscuri, vanta uno dei flow più potenti dell’epoca. Accumunati da un amore viscerale per la marijuana, tanto da essere soprannominati “The Ganja Priests”, e da un odio sempre sottolineato per i puercos, i Cypress, specie con il loro secondo disco (che segna il vero successo del gruppo, portandoli in tour per l’america con il Lollapalooza Festival), diventano uno dei gruppi più amati della storia dell’hip hop. Ed il bello è che è uno tra i pochissimi gruppi rap (assieme forse a Beastie Boys, House of Pain e qualcun altro), che riesce a sfondare i confini culturali dell’hip hop, per entrare nella grazie di punk, hc fans, metallari, skaters, surfisti e chi più ne ha ne metta. Questa è una cosa che mi ha sempre affascinato. Pur essendo sempre così real, così tremendamente hip hop, sono riusciti a fare quello che molto altri gruppi hip hop fortissimi non sono riusciti a fare. Forse perché le tematiche razziali, lasciavano più posto agli attacchi alle forze dell’ordine che a Los Angeles menavano neri, ispanici, orientali alla stessa sfottuta maniera. Forse perché nei primi due dischi erano spassosi, divertenti, demenziali. Forse perché tecnicamente fino agli 2000 sono sempre stati avanti, con una marcia in più. Analizzando la loro carriera criticamente fa abbastanza impressione come siano riusciti a centrare ben 6 dischi negli anni 90. Uno più potente dell’altro, con singoli di grande qualità e sempre diversi, pur mantenendo quella roba che ti fa dire ad occhi chiusi, “Merda, questa è roba dei Cypress”. Dopo un cambio di sound, un deludente Skull & Bones che però ha dalla sua un’apertura al rock e al metal che diventerà un segno riccorrente nel sound (specie live) dei Cypress Hill, ci fu Stoned Raider (disco non particolarmente brillante nei contenuti, ma molto bello a livello di sound) e un ottimo Till Death Do Us Part (che sembrava dovesse essere l’ultimo, visto l’abbandono ormai certificato di Dj Muggs, il quale da tempo si dedicava maggiormente ai suoi Soul Assassins). Due anni fa è uscito Rise Up, un disco potente e genuino, un po’ a voler tornare forzatamente a quella che era l’immagine di una volta dei Cypress. Scuri, potenti violenti nelle liriche. Il singolo con Tom Morello (che Dio lo benedica sempre e comunque), sa di commercialata, ma in realtà riesce a riportare il crossover vecchia maniera in contesti mainstream da dove era sparito da anni.

B-Real: dalla collina dei cipressi all'ItaliaSe mi chiedete quale sia il loro miglior disco, esco dal coro dei Black Sunday Fans, e vi dico III Temples of Boom. Cattivissimo, mistico, delirante. Le produzioni di Muggs escono direttamente dalle mani della Dea Khali e si mischiano con le liriche di B-Real e Se Dog, mai più così consapevoli e cinici. Un disco per palati fini, accompagnato da due 3 singoli spaventosi: Throw Your Set In The Air, Boom Biddy Bye Bye e l’incredibile Illusions, per me non hanno rivali.

B-Real è da sempre considerato il leader carismatico del gruppo, specie perché nei primi tre dischi, rappava molto (sottolineo molto) di più del suo socio coi baffoni. Sul suo stile si potrebbe parlare molto. Metricamente sempre fluidissimo e mai ripetitivo, di certo comunque la sua voce ha contribuito non poco al suo successo. Classe 1970, cugino del famoso FROST (yes quello de La Raza), lo possiamo considerare come un innovatore del flow. Oltre ai suoi due mixtape (The Gunslinger vol. I e vol. II), non possiamo non ricordare la parentesi The Psycho Realm, che produsse uno splendido disco nel 1997, in compagnia di Sick Jacken e Duke (vedremo anche loro sul palco il 18 e il 19).
B-Real: una carriera potente, segnata anche da un reale senso di appartenenza alla vera cultura hip hop. Un rappresentate non solo del latin rap, ma di tutto l’hip hop esistente. Uno che quando lo vedi sul palco capisci subito la differenza.
Non sappiamo che intenzioni abbia per il futuro… se album solisti o nuove produzioni targate Cypress Hill. La cosa che sembra certa è che Muggs non sembra più così coinvolto nel progetto come un tempo. Certo è stato il produttore esecutivo dell’ultimo Rise Up (cioè quello che caccia la pecunia), ma non produce più come un tempo. E’ anche abbastanza evidente che magari ormai le argomentazioni dei due homies B-Real e Sen Dog non sono più così varie come un tempo. Citando un grande rapper italiano si potrebbe dire: “quando uno non ha più un cazzo da dire, deve aver il coraggio di dire basta”. Ma questa è un’altra storia e ve la racconterò più avanti.
Intanto godetevi i concerti che si terrano al CSO Rivolta di Marghera, Venezia (19/11) e al Brancaleone di Roma (il 18/11) e porcuratevi immediatamente una copia dei primi 3 dischi dei Cypress Hill e di The Psycho Realm.

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Giovanni “Zethone”



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