L’incendio dell’Amazzonia e l’oscuramento dei cieli da San Paolo in Brasile, a Santa Cruz in Bolivia, hanno catturato l’attenzione del mondo. Gran parte della colpa degli incendi è giustamente caduta sul presidente brasiliano Jair Bolsonaro per aver incoraggiato direttamente l’incendio delle foreste e il sequestro delle terre delle popolazioni indigene.

Ma l’incentivo alla distruzione proviene da grandi aziende internazionali di carne e soia come JBS e Cargill, e dai marchi globali come Stop & Shop, Costco, McDonald’s, Walmart / Asda e Sysco che acquistano da loro e vendono al pubblico. Sono queste aziende che stanno creando la domanda internazionale che finanzia gli incendi e la deforestazione.

La natura transnazionale del loro impatto può essere vista nell’attuale crisi. La devastazione ambientale non è limitata al Brasile. Infatti, appena oltre il confine, nell’Amazzonia boliviana, in poche settimane sono bruciati più di un milione di ettari, in gran parte per liberare la terra per nuove piantagioni di soia e allevamento di bestiame. Una simile devastazione sta accadendo anche in Paraguay.

Le mappe e analisi a seguire di Mighty Earth, basate sui dati della NASA, CONAB e Imazon hanno mostrato quali aziende siano strettamente legate ai fuochi.

Bestiame
La domanda interna e internazionale di carne bovina e di cuoio ha alimentato la rapida espansione dell’industria del bestiame in Amazzonia. Dal 1993 al 2013, il bestiame nell’Amazzonia si è espanso di quasi il 200% raggiungendo 60 milioni di capi di bestiame. Nonostante la deforestazione legata al pascolo sia stata ridotta, grazie sia al settore privato sia all’azione presa dal governo, la nuova ondata di incendi quest’anno mostra che queste grandi aziende internazionali di carne e di cuoio come i loro consumatori e i loro finanziatori accrescano i mercati legati al disboscamento ad uso pascolare.

L’impatto della domanda di mercato può essere visto nel raggruppamento delle aree disboscate vicino ai macelli e alle strade che hanno accesso a queste. La compagnia più esposta al rischio di deforestazione nelle mappe sopra è JBS, il più grande confezionatore di carne del Brasile e la più grande azienda di carne del mondo. JBS, come altri importanti confezionatori di carne brasiliani, ha firmato la Moratoria del bestiame del 2009, impegnandosi a non acquistare carne bovina da bestiame legata alla deforestazione. Tuttavia, le indagini del governo e delle ONG hanno ripetutamente riscontrato gravi violazioni da parte di JBS, anche attraverso il riciclaggio di bestiame.

Queste violazioni hanno raggiunto la loro apoteosi con lo scandalo Cold Meat (Carne Fria) nel 2017, in cui le forze dell’ordine del governo brasiliano hanno prodotto ampie prove che dimostrano che JBS stava ricavando bestiame da aree protette. Questa e altre indagini hanno scoperto che JBS ha violato sia il governo sia le proprie politiche acquistando bestiame riciclato che era stato allevato in aree collegate alla deforestazione e poi trasportato in “ranch puliti” per eludere i requisiti. I due fratelli che controllano la compagnia furono incarcerati per il loro ruolo negli scandali di corruzione in Brasile.

Soia
Le catene di approvvigionamento della soia funzionano in modo diverso rispetto al bestiame. Gran parte dell’attuale ondata di disboscamento è avvenuta vicino a BR-163. I grandi coltivatori di soia trasportano abitualmente la loro soia lungo l’autostrada BR-163 fino al porto principale di Cargill a Santarem, dove viene imbarcata e inviata in tutto il mondo per alimentare il bestiame in Europa, Cina e altrove. Negli ultimi dodici anni Cargill, Bunge e altri importanti commercianti di soia hanno partecipato alla moratoria della soia amazzonica in Brasile, in cui si sono impegnati a cessare l’approvvigionamento da fornitori che sono coinvolti nella deforestazione agricola. Nel complesso, la Moratoria della soia è stata un grande successo, eliminando praticamente il disboscamento ad uso agricolo.

Tuttavia, la moratoria conteneva due importanti lacune. In primo luogo, i grandi commercianti di soia possono continuare ad acquistare soia dagli agricoltori che praticano la deforestazione su larga scala, purché la deforestazione sia per colture diverse dalla soia. L’ubicazione della deforestazione vicino alla BR-163 suggerisce che gli agricoltori stanno sfruttando questa scappatoia per continuare la deforestazione anche quando vendono soia a grandi commercianti come Cargill e Bunge.

In secondo luogo, la moratoria della soia si applica solo all’Amazzonia brasiliana. I principali commercianti di soia hanno continuato a guidare la deforestazione nel Bacino dell’Amazzonia boliviana, nel Cerrado brasiliano e nel Gran Chaco di Argentina e Paraguay, creando un forte incentivo per la rapida deforestazione in Bolivia.

I rapporti di Mighty Earth The Ultimate Mystery Meat e Still At It mostrano gli stretti legami di Cargill con la deforestazione nel bacino dell’Amazzonia boliviana e il suo ripetuto rifiuto di agire contro i principali fornitori anche di fronte a prove innegabili. Nonostante tutta l’attenzione che sta ricevendo l’Amazzonia, i più di 200 milioni di ettari del mosaico di foresta e di savana dalla ricchissima biodiversità del Cerrado sono stati ancora più disboscati. Mentre l’80% dell’Amazzonia è ancora intatto, gli interessi del bestiame, della soia e dell’agricoltura hanno distrutto più della metà del Cerrado, mettendo questo ecosistema a rischio ancora maggiore. Mighty Earth ha scoperto che nel Cerrado, dove continua la deforestazione, due compagnie sono le principali responsabili della distruzione ambientale di questo luogo: Cargill e Bunge.

Cargill è il più grande commerciante di soia dal brasile e la più forte azienda alimentare ed agricola del mondo. Il rapporto di luglio 2019 di Mighty Earth The Worst Company in the World ha descritto la vasta distruzione associata alle attività di Cargill in Sud America e in altre parti del mondo, basandosi su precedenti indagini in Bolivia, nel Cerrado brasiliano, Paraguay e Argentina.

Sebbene Bunge abbia un ruolo centrale nel Cerrado e in tutto il Sud America – in Bolivia, Paraguay e Argentina, analisi precedenti di Mighty Earth sul disboscamento legato al cibo per animali in Sud America hanno accertato che Cargill era strettamente associata alla deforestazione. La compagnia ha rifiutato di interrompere la collaborazione con i propri fornitori dopo che Mighty Earth ha condiviso prove contro i loro fornitori che sono stati trovati coinvolti in attività di disboscamento, inoltre ha ostacolato agli sforzi per monitorare e sorvegliare la deforestazione in Sud America al di fuori dell’Amazzonia brasiliana.

Il grafico sotto mostra i più grandi consumatori di macelli e commercianti di soia ad uso alimentare per il bestiame che sono associati alla distruzione forestale a uso pascolare e agricolo

Fonte: Shorthand





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