Il Parlamento va in vacanza e il voto in commissione giustizia per adottare il testo unificato che renderebbe legale l’autoproduzione di cannabis è stato rimandato a settembre.

Autoproduzione: cosa è successo ieri in Commissione Giustizia

Per capire bene l’evoluzione della situazione, ne abbiamo parlato con Riccardo Magi (Più Europa/Radicali). “Ieri”, racconta, “ci sono stati diversi capovolgimenti di fronte perché inizialmente la Commissione era convocata per l’ora di pranzo ma, a causa della fiducia sul decreto per la pubblica amministrazione sembrava sarebbe stata rimandata. Poi, siccome la fiducia è stata messa verso le 18, si è aperta una finestra per tenere la Commissione, intorno alle 16″.

Il punto all’ordine del giorno era il voto per adottare il testo unificato presentato nei giorni scorsi, ma è stato tutto rimandato. Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e anche Italia Viva, hanno chiesto di rinviare il voto. La motivazione è che sarebbe servito più tempo per esaminare il testo. A quel punto Più Europa, insieme al PD, al M5S e a LeU, hanno invece ribadito la necessità di votare, anche perché, come ha fatto presente Magi, “veniamo dall’esame di questi testi che è durato più di un anno e mezzo e la mole di audizioni fatte, per qualità e quantità dei soggetti auditi è stata impressionante, dalla magistratura all’avvocatura, passando per Guardia di Finanza, medici, il ministero dell’Interno, tossicologi e comunità”.

Oltre a questo non si può non sottolineare che l’adozione del testo base sull’autoproduzione sarebbe stato l’inizio del nuovo percorso della legge perché, subito dopo, si sarebbe dovuto fissare il limite temporale per gli emendamenti da presentare, prima dell’adozione del testo finale da inviare alle camere.

Ecco perché ieri la proposta di Magi e degli altri sostenitori della legge era stata quella di adottare subito il testo base e di fissare il limite per gli emendamenti a metà ottobre, dando così a tutti la possibilità di intervenire. Così non è stato perché il presidente della Commissione, Mario Pierantoni, ha deciso, vista la spaccatura, di rimandare l’adozione del testo base alla prima occasione utile alla ripresa dei lavori parlamentari.

Le valutazioni politiche

“Al di là del fatto che mi sembra assurda la richiesta di avere altro tempo per esaminarlo, ieri è venuto fuori che ci sarebbe comunque una maggioranza per far passare la legge (Più Europa/radicali, PD, M5S, LeU più l’appoggio di parlamentari del Gruppo misto), e che dovremo vigilare per evitare ulteriori ritardi”.

Altro punto da sottolineare è che: “Si continua a dire che i fatti di lieve entità non devono portare in carcere, ma se non si interviene sulla lieve entità per droga, per la quale si va in carcere in 7 casi su 10, restano parole al vento”.

Ultima considerazione, la defezione di Italia Viva, che si è uniformata alla destra dopo aver a lungo sostenuto la proposta di legge. “Ho parlato con i colleghi presenti di Italia Viva”, spiega Magi, “e questo è il classico caso in cui i sedicenti riformisti non riformano. Siccome da parte loro è arrivata la richiesta di avere ulteriore tempo per analizzare il testo, spero che in questo mese estivo possano approfondirlo e che a settembre siano veramente nel fronte dei riformisti e non in quello dei sovranisti”.

Le considerazioni finali

Il tema è questo: con la pressione fatta in questi mesi siamo riusciti ad arrivare a questo punto, e non era scontato. Non era nemmeno scontato che ci fosse un testo di questo tipo all’esame in Commissione, e non sarebbe successo senza la proposta Magi che si è sovrapposta a quella della Lega. “Politicamente, li abbiamo ‘stanati'”, sottolinea Magi evidenziando che: “Oltre a dire di essere favorevoli, a settembre vedremo la conta dei voti e la volontà politica di ognuno”.

Nonostante questo, anche senza i voti di Italia Viva, la legge sull’autoproduzione potrebbe comunque passare. Resta da vedere cosa accadrà a settembre, e noi non mancheremo di raccontarvi le novità sul tema.





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