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Autoproduzione: “Diamo un’accelerata al disegno di legge”

Tolta la possibilità del referendum bisogna puntare sulla legge per l'autoproduzione di cannabis

Autoproduzione: "Diamo un'accelerata al disegno di legge"
Le speranze per un passo avanti nelle norme che in Italia regolano la cannabis sono ora tutte concentrate sulla legge per l’autoproduzione di cannabis. La stessa idea del referendum, poi dichiarato inammissibile, era nata proprio quando la destra aveva annunciato la propria opposizione pregiudiziale al testo unificato presentato in Commissione giustizia, presentando decine e decine di emendamenti.

La discussione sulla legge iniziata in commissione, si era arenata proprio in quella fase, l’ultima prevista prima della calendarizzazione vera e propria alla Camera.

Facendo un passo indietro la proposta di legge per l’autoproduzione era nata per iniziativa di Riccardo Magi, che aveva sfruttato un meccanismo legislativo. In quel periodo era stata infatti incardinata la discussione della proposta di legge della Lega, a prima firma di Riccardo Molinari, che prevedeva l’aumento delle pene e l’eliminazione della lieve entità.

Siccome le proposte (Magi e Molinari) riguardavano entrambe la modifica del testo unico sugli stupefacenti, sono state discusse insieme anche alla legge che nel frattempo era stata proposta da Caterina Licatini, deputata del M5S.

Gli esperti chiamati in commissione per le audizioni si sono espressi a favore delle proposte che andavano in senso contrario a quella della Lega. “7 volte su 10 le forze dell’ordine arrestano anche nelle situazioni di leve entità”, aveva sottolineato il generale della Finanza Antonino Maggiore suggerendo che un inasprimento delle pene sarebbe stato inutile. “La coltivazione domestica toglierebbe alla criminalità una fetta di mercato”, aveva invece ribadito Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia.

LEGGE PER L’AUTOPRODUZIONE DI CANNABIS: INTERVISTA ALL’ONOREVOLE LICATINI

Per riprendere le fila del discorso e capire come si muoverà la politica, ne abbiamo parlato con l’onorevole Caterina Licatini.

La legge si era arenata alla fase degli emendamenti, con la destra che aveva cercato di bloccare l’iter, è corretto?
Sì, ci sono almeno un centinaio di emendamenti presentati dalla destra, in maggioranza da Fratelli d’Italia. Mercoledì alle 14 è prevista la seduta per votare gli emendamenti sulla legge.

Che tempistiche richiederà la votazione?
Dipende molto dalla voglia di ostruzionismo. Può accadere che nemmeno si inizi a votare, così come, se fossimo tutti d’accordo, si potrebbe arrivare a conclusione nel stessa giornata. È chiaro che, anche se dovessimo prenderci qualche giorno in più, non sarebbe un problema perché comunque la legge sarà proposta dal Movimento 5 Stelle per essere calendarizzata in aula ne trimestre che da aprile a giugno.

Secondo lei con una calendarizzazione con queste tempistiche, ci sono speranze che la legge possa essere approvata entro la fine della legislatura?
Me lo auguro e lo spero anche se sappiamo che, come numeri, al Senato siamo messi peggio ed è lì che diventa difficile. Bisognerà lavorare molto in questa direzione.

C’è da fare un po’ di pressione sui suoi colleghi insomma…
La scorsa settimana ho organizzato un convegno sulla regolamentazione della cannabis, purtroppo in un momento in cui l’attenzione è giustamente rivolta ai problemi internazionali. Ma ci siamo lasciati pensando ad organizzare un convegno politico-scientifico, proprio per dare una risposta ai colleghi che sono contrari, rispondendo ai loro dubbi e alle loro perplessità. Sarebbe un modo di affrontare i problemi dei cittadini in maniera seria e costruttiva. I dubbi ci stanno, il problema è non fossilizzarsi sulle proprie paure. Mercoledì ci sarà questa prima occasione e vedremo come andrà, noi speriamo di dare un’accelerata.

TG DV


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