Malta
E’ un Paese piccolo che però non ha paura di pensare in grande: parliamo di Malta, che, essendo lo Stato membro più piccolo dell’Unione Europea, potrebbe in realtà iniziare una rivoluzione verde che nessuno, fino ad oggi, ha avuto il coraggio di implementare: legalizzare l’autoproduzione come primo passo verso una politica che guardi alla cannabis come risorsa, e considerare i suoi consumatori come cittadini, invece che criminali.

L’annuncio è arrivato direttamente dal Primo ministro Robert Abela, ma era da mesi che si parlava di questa opportunità. Secondo Abela: “I consumatori di cannabis non saranno mandati in prigione e potranno coltivare una quantità limitata di piante come parte della riforma del governo”, sottolineando che il gabinetto discuterà presto un libro bianco che sarà pubblicato per la consultazione pubblica in un processo che sarà seguito dalla segretaria parlamentare per le riforme Rosianne Cutajar.

La riforma porrà fine agli arresti della polizia per le persone colte in possesso di una piccola quantità di cannabis e ha accennato che l’attuale limite di 3,5 grammi, già consentiti dalla legge di Malta, aumenterà e che sarà considerata la possibilità di coltivare legalmente un piccolo numero di piante di cannabis per uso personale.

Attualmente in Commissione giustizia, in Italia, si discute della stessa possibilità riguardo la depenalizzazione della coltivazione ad uso personale, e da Meglio Legale è stata lanciata una raccolta di firme alla quale è possibile aderire (clicca QUI).

“Non può essere accettabile che un adolescente che viene sorpreso con uno spinello venga arrestato, interrogato e debba comparire in tribunale o davanti al tribunale della droga… Dobbiamo essere anche responsabili perché non credo negli estremi”, ha detto, commentando l’arresto di una coppia, avvenuto nei giorni scorsi, che è stata sorpresa a fumare una canna in una stanza d’albergo.

Dall’altro lato il vice leader laburista Daniel Micallef ha insistito sulla necessità di legalizzare la cannabis, sottolineando che i consumatori dovrebbero essere autorizzati a utilizzarla in modo sicuro e legale.





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