La Commissione Giustizia ha finalmente approvato il testo sull’autoproduzione di cannabis. I lavori parlamentari si erano interrotti ad agosto con un nulla di fatto, e ora è arrivato il passaggio necessario per continuare l’iter legislativo.

La proposta ha incontrato il favore del Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Liberi E Uguali, Gruppo Misto e +Europa. Si è astenuta Italia Viva, hanno votato contro Fratelli D’Italia, Lega, Coraggio Italia e Forza Italia. Unico dissidente di quest’ultimo Partito, il Deputato Elio Vito (FI) che si è espresso a favore della proposta Perantoni.

“In Commissione Giustizia alla Camera abbiamo appena approvato il testo base sulla coltivazione domestica della Cannabis e la depenalizzazione dei reati di lieve entità; testo che recepisce buona parte della proposta di legge a mia prima firma. Ora è urgente individuare un percorso rapido e certo per garantire l’arrivo in aula. Non ci sono più scuse, i partiti dicano da che parte stanno”, ha commentato Riccardo Magi alla fine dei lavori.

Una posizione simile è stata espressa anche da Caterina Licatini, parlamentare del M5S promotrice di un’altra proposta di legge che andava nella stessa direzione ed era stata assorbita nel testo unificato insieme a quella di Magi e a quella di segno opposto della Lega: “Ora”, ha sottolineato, “è importante non distrarsi e procedere lungo questo percorso di legalità. Quello di oggi è stato un primo passo verso la svolta. Abbiamo lavorato duramente e continueremo a farlo, per riconoscere dignità ai cittadini onesti e assestare un colpo senza precedenti alla mafia e alla criminalità. Possiamo costruire un futuro ricco di nuove e infinite possibilità”.

Da Meglio legale ricordano poi come la legge introdurrebbe la possibilità di coltivare fino a 4 piantine di cannabis, inserirebbe la fattispecie di lieve entità per i casi meno gravi, toglierebbe la sanzione amministrativa (nessun ritiro della patente per i consumatori) e, nel caso sia una persona tossicodipendente a commettere il reato di produzione o spaccio, non punirebbe la condotta con il carcere ma con lavori socialmente utili. Inoltre, la proposta aumenterebbe le pene in alcuni casi come l’associazione a delinquere, lo spaccio nei confronti di minorenni e nei casi in cui il reato sia commesso da un ente autorizzato a coltivare.

Va sottolineato che non significa che da oggi sia legale coltivare cannabis. L’adozione del testo base sull’autoproduzione è l’inizio vero e proprio del nuovo percorso della legge perché ora si passa alla fase degli emendamenti da presentare, prima dell’adozione del testo finale da inviare alle camere. Solo dopo l’approvazione alle Camere la legge diventerà effettiva. “Questi lavori però”, denuncia la campagna Meglio Legale, “rischiano di rallentare molto l’iter che condurrà la proposta alla Camera, come già successo negli scorsi mesi con il D.D.L. Zan”.

 





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