I devastanti incendi in California nel 2018 e quelli dell’anno scorso nella foresta amazzonica hanno fatto notizia e sconvolto il mondo, ma in termini di dimensioni sono stati molto più contenuti rispetto a quello che sta succedendo in Australia dove sono già andati bruciati oltre 6 milioni di ettari di terreno. Lo scorso anno gli incendi in parti remote della Russia settentrionale hanno interessato quasi 3 milioni di ettari, ma la maggior parte delle regioni era scarsamente popolata e non sono state segnalate vittime.

Da quattro mesi le fiamme stanno divorando l’Australia e ad aggravare la situazione c’è la consapevolezza che la crisi è lontana dal risolversi, il continente infatti è solo a metà della “stagione degli incendi”. Si prevede che il caldo e la siccità alimenteranno ulteriormente le fiamme. Di settimana in settimana le immagini che arrivano dal continente restano scioccanti con i cieli arancioni del Queensland e le fiamme a squarciare le città. La regione del Nuovo Galles del Sud è stata colpita la più colpita e da lì è arrivato il fumo che ha ricoperto Sydney di una coltre grigia a metà dicembre. Oltre 3 dei 6 milioni di ettari bruciati si trovano proprio in questo stato.

Un’ulteriore misura della portata della drammatica stagione degli incendi, è stata fornita dai meteorologi cileni e argentini, che hanno annunciato che il fumo dei fuochi australiani è stato individuato nei cieli di questi due paesi, a oltre 12mila chilometri di distanza dall’Australia.

Gli incendi boschivi si verificano spesso in Australia e sono stati più o meno distruttivi a seconda degli anni. Gli scienziati prevedono che in relazione al riscaldamento globale, gli incendi diventeranno sempre più frequenti e sempre più gravi.





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