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L’Europa sta acquistando sempre più pesticidi

Nonostante la Commissione Europea abbia fissato l’obiettivo di ridurre l’uso dei pesticidi del 50% entro il 2030, gli ultimi dati ne registrano l'aumento

pesticidi

L’uso dei pesticidi sta aumentando, non solo in Italia ma in tutta Europa. È quanto emerge da un report dell’Eurostat recentemente pubblicato dalla Commissione Europea. Secondo il documento, nel solo 2020 le tonnellate di pesticidi vendute sarebbero oltre 340 mila, quasi 32 mila delle quali in Italia, un dato ben superiore alle 24 mila tonnellate acquistate nel 2019. Peggio dello Stivale, solo la Spagna.

In Italia si tratta, soprattutto, di erbicidi, abbattitori di scorie e abbatti muschi (35% del volume totale), insetticidi e acaricidi (14%) e di fungicidi e battericidi (43%). L’Italia non è, inoltre, estranea a fenomeni di contaminazione derivanti dai pesticidi. Tra questi, ad esempio, spicca il caso di Pavia, dove nei primi mesi del 2022 era scattato l’allarme per le eccessive quantità di glifosato.

L’agricoltura con l’uso di sostanze chimiche è inoltre una delle maggiori cause della perdita di biodiversità, si stima che solo lo 0,1-5% circa dei pesticidi raggiunge gli organismi bersaglio, mentre gran parte colpisce altri organismi minacciando la sopravvivenza delle comunità biologiche e la funzionalità degli ecosistemi che le ospitano. Basti pensare che negli ultimi 30 anni in Europa la biomassa degli insetti volatori è diminuita del 75% e l’uso dei pesticidi è la prima causa di questa estinzione di massa.

In seguito alle evidenze scientifiche sui rischi connessi all’uso dei pesticidi la Commissione Europea ha indicato nelle Strategie “Farm to Fork” e Biodiversità la volontà di ridurre l’uso dei pesticidi del 50% entro il 2030, ma gli ultimi dati disponibili sono fortemente in contrasto con l’obiettivo dichiarato.

TG DV


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