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Roma, 10 Maggio 2014, quattordicesima edizione italiana della Million Marijuana March quest’anno dedicata all’umanopolio; il monopolio degli umani sui beni comuni, patrimoni dell’umanità non cedibili ai mercati.

Al momento in cui andiamo in stampa la marcia ancora non si è svolta ma nelle strade di Roma, come in centinaia di città nel resto del mondo si manifesterà, per:
– la fine della persecuzione delle persone che utilizzano sostanze rese illecite dal proibizionismo;
– il diritto all’uso terapeutico immediato per i pazienti che necessitano della cannabis;
– il diritto a coltivare liberamente una pianta che è un pezzo del patrimonio botanico del pianeta che appartiene all’umanità.

Siamo lieti del fatto che la versione italiana è cresciuta, ogni anno di più, fino a diventare una delle più partecipate e riuscite nel mondo, in verità un triste primato visto che in tutti i paesi dove la morsa del proibizionismo è più lenta come in Spagna, i manifestanti arrivano ad essere poche centina di persone.

L’entusiasmo e la partecipazione sul tema in Italia è vivace anche dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha abolito la Fini-Giovanardi che da anni assillava i consumatori e costava alle casse dello stato svariati milioni di euro. Altra felice notizia è il cambio di nomina dell’odioso Serpelloni a capo del dipartimento antidroga, organismo del quale si auspica la chiusura.

Quello che sta accadendo ci mette comunque in guardia, infatti nei prossimi anni sarà necessario sottrarre il monopolio della produzione, importazione e distribuzione alle narcomafie ed impedire l’affidamento alle multinazionali farmaceutiche e del tabacco. Nessun monopolio per la Cannabis.

La recente cancellazione della Fini/Giovanardi per incostituzionalità, con le odiose tabelle quantitative e i bassissimi limiti oltre i quali si era automaticamente considerati spacciatori e condannati ha sicuramente determinato una riduzione del danno.

Inoltre l’attuale legge, il DPR 309/90, ha 24 anni ed è anch’essa radicata in un proibizionismo fuori dal tempo e dal contesto storico, troppo indietro rispetto al sentire diffuso nella società e ai suoi bisogni mutati assieme ai costumi.

Diamo appuntamento a tutti e a tutte, per il prossimo anno, maggio 2015 a Roma, sperando di aver raggiunto, per quella data, parte sostanziale dei nostri obiettivi e di poter così festeggiare tutti insieme, manifestando in solidarietà con la parte del mondo che ancora subisce la repressione contro il consumo.

 





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