Fratelli d’Italia vuole vietare ogni produzione di infiorescenze della pianta di canapa. La proposta è stata messa nero su bianco in un progetto di legge depositato alla Camera e firmata da un gruppo di deputati appartenti al partito guidato da Giorgia Meloni.

Il testo richiede al governo di «adottare un’apposita iniziativa normativa che riconosca che tutti i prodotti derivati dalla canapa sativa, a base di infiorescenze, non possano essere utilizzati nella preparazione di alimenti e cosmetici, nel rispetto delle discipline dei rispettivi settori, e che escluda la produzione delle infiorescenze, qualunque sia il contenuto percentuale di THC».

Si propone inoltre di «promuovere una revisione della normativa in materia di coltivazione, raccolta e trasformazione delle piante officinali» e di «assumere, per quanto di competenza, le opportune iniziative normative volte ad introdurre il divieto di importazione e commercializzazione della canapa a basso contenuto di THC a fini ricreativi, nonché a sanzionare penalmente l’istigazione all’uso di droghe». Infine, si chiede di «adottare specifiche iniziative in materia di marchi, di pubblicità ingannevole o di concorrenza sleale, a garanzia dell’esclusione del pericolo di confusione tra prodotti venduti nei cosiddetti “Green Shop” e quanto venduto nelle farmacie».

In pratica Fratelli d’Italia propone di considerare ogni infiorescenza di cannabis come una sostanza stupefacente, anche se prodotta a partire da semi certificati ad uso industriale e assolutamente incapaci di provocare alcun tipo di effetto psicotropo. Una proposta demenziale, dettata da un furore proibizionista di stampo medievale, che nel caso diventasse legge produrrebbe la messa al bando di quello che appare l’unico settore economico realmente in crescita nel nostro paese: quello della canapa legale.

Incredibile come poi i deputati proponenti utilizzino un servizio del programma tv Le Iene (programma che in quanto a cannabis ha collezionato innumerevoli bufale in passato) per giustificare la loro proposta. «Una recente inchiesta proposta dalla trasmissione Le Iene – si legge nel ddl – ha rivelato come in tali negozi, cosiddetti «Green Shop», sia possibile acquistare anche degli estrattori con gas butano attraverso i quali, mediante il trattamento di circa 20 o 30 grammi di cannabis a basso contenuto di THC, avente una percentuale di principio attivo inferiore allo 0,6 per cento, sia possibile ottenere una resina contenente una percentuale di THC fino al 98 per cento».

Ovviamente produrre resina al 98% di THC a partire da 20 grammi di infiorescenze allo 0,2% sarebbe matematicamente impossibile anche per un alchimista. Forse si potrebbe riuscire a produrre un grammo al 4%. In ogni città italiana, per strada, un grammo di cannabis con livelli decisamente più importanti di THC è acquistabile sul mercato dello spaccio per pochi euro. Mentre per ottenere lo stesso risultato attraverso l’estrazione occorrerebbe spedere circa 200 euro acquistando cannabis legale. Chi sarebbe così matto da farlo? Qualcuno faccia ritornare sul pianeta terra quelli di Fratelli d’Italia…





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