Un attacco frontale e durissimo. È quello portato da AssoCanapa, associazione che riunisce centinaia di produttori di canapa industriale in Italia, nei confronti delle aziende che si sono avventurate nella commercializzazione della cosiddetta “marijuana light”, ovvero le infiorescenze di canapa a contenuto legale di Thc.

Un tema del quale si è parlato molto in queste settimana (lo abbiamo approfondito in questo articolo) e che continua a scaldare gli animi anche all’interno del variegato mondo dell’antiproibizionismo italiano. Per completezza dell’informazione abbiamo quindi reputato doveroso dare spazio anche alla dura presa di posizione pubblicata da AssoCanapa. Di seguito il testo completo del comunicato pubblicato sul sito internet dell’associazione:

«Da alcune settimane la nostra organizzazione è sotto assedio a causa di una trovata pubblicitaria a scopo speculativo che non ha niente a che vedere con il nostro rapporto con la canapa e che rischia di danneggiare il lavoro faticosamente da noi portato avanti negli anni per far tornare la canapa nei nostri campi.

Alle centinaia di soggetti che telefonando, scrivendo, presentandosi presso la nostra sede pretendono da noi immediatamente di sapere se è lecita la produzione di “marijuana light”, di avere istruzioni dettagliate per produrla, di acquistare da noi infiorescenze sfuse per insacchettarle e rivenderle, diciamo prima di tutto che noi non siamo i loro interlocutori in questa “materia”. Gli interlocutori sono altri enti ed organismi.

Poi, siccome non ci siamo mai nascosti dietro il dito possiamo esprimere quella che è una nostra valutazione e cioè che, nel quadro normativo attuale ci sembra illecito anche soltanto pubblicizzare un prodotto come “marijuana light” perché il termine marijuana in tutto il mondo significa droga.

Aggiungiamo che usare questa trovata per vendere un prodotto scadente a prezzi da pura speculazione ci sembra eticamente più grave che la violazione del Testo Unico Antidroga vigente.

Aggiungiamo ancora: le infiorescenze prodotte dagli agricoltori nostri associati sono e saranno in vendita soltanto in confezioni destinate al consumatore finale, salvo contratti con aziende di serietà provata; le conoscenze acquisite in molti anni di lavoro per la produzione di infiorescenze di buona qualità dalle canape di cui è lecita la coltivazione saranno conservati e tutelati dalla nostra organizzazione nell’interesse sia dei produttori che dei consumatori».





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