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Articolo 31 – L'Impresa Eccezionale (txt)

Dove vai? Se cerchi in giro non la troverai, la strada è sempre buia se
prima non guardi dentro te…

Stamattina sopra la città c’era un sole caraibico, ero pieno di energie e di idee, e col proposito
di compiere un’impresa eccezionale sono sceso in strada per trovare un socio, forse una guida,
qualcuno che mi aiuti a vincere la sfida di realizzare qualcosa che ti faccia ricordare dalla gente,
che sia qualcosa di unico e di grande. Così nei pressi dello stagno di Cologno vedo una tipa bella
come un sogno che fa il bagno, quindi mi avvicino, porgo la mano: “…piacere sono Ax…”, poi le
spiego il mio piano. Lei dice:” Ciao io sono Susan dei Fighetti, quando passo lascio i giovanotti
cotti, infatti li sconvolgo con il mio sedere, ballo sul cubo come mestiere, sposare un calciatore
è la mia più grande aspirazione oltre all’aprire un centro di liposuzione per ballerine…”, “…scusa
non mi sembra un’impresa a me affine, e poi al ballo e al calcio non son molto incline…”.

L’impresa eccezionale è essere normale,
che oramai qui da noi non è più banale,
l’impresa eccezionale è essere normale,
che non vale realizzare almeno l’essenziale.
Dove vai? Se cerchi in giro non la troverai, la strada è sempre buia se
prima non guardi dentro te…

Lascio quindi la tipa e riprendo il mio cammino sul sentiero che da Vimodrone porta da Mago
Merlino, entro nel bosco cercando un posto un po’ più fresco sempre più ossessionato
dall’impresa eccezionale, da un ideale, quando noto un fricchettone sotto un pesco che legge “Il
Capitale” di Marx, sotto braccio l’Unità, mi saluta a pugno chiuso e poi mi fa:” Ciao sono
Antoncarlo Cuggiani, io recito, canto e scrivo poi, cioè, so’ mmembro der collettivo, girano voci
che cerchi soci capaci di compiere imprese eccezionali perciò mi piaci: ho una proposta, se ci
vuoi stare, l’unica impresa eccezionale è la revoluçion compare…”, e per iniziare mi propone di
occupare l’Esselunga e farne uno spaccio di cibi macrobiotici, e proiettare nel reparto casalinghi
una rassegna di film neorealistici austriaci:”…va bene Antoncarlo ci potrei anche stare…”, drin-
drin, da sotto il kafia estrae un cellulare:”…uhè Renè si non preoccuparti… certo che ci vengo
al party… vengo col Range e il Fifi con la Porsche dei puffi… ” poi chiude e dice “…devo
andare… per la festa del Renato la revoluçion può aspettare!!”.

L’impresa eccezionale è essere normale,
che oramai qui da noi non è più banale,
l’impresa eccezionale è essere normale,
che non vale realizzare almeno l’essenziale.
Dove vai? Se cerchi in giro non la troverai, la strada è sempre buia se
prima non guardi dentro te…

Ormai si era fatta sera, l’atmosfera era passata da calda e leggera a fredda e nera, era, nera
come il mio umore, avevo quasi rinunciato a cercare quando passando di fianco al castello delle
fate vedo un tipo con un chiosco che vende patate fritte, pere cotte, caramelle al latte e mele
glassate, mi dice:”…ciao io sono Mario Bianchi senti qua sono studente fuori corso all’università,
so che stai cercando un’impresa eccezionale, posso darti un consiglio in via confidenziale?
Ancora quattro esami e poi mi laureo, faccio due lavori per pagarmi il mutuo della casa, ho una
mamma e una sorella a carico e compro tutto a rate, anche il frigorifero…”. A quel punto ho
intuito il consiglio che m’avrebbe dato, con rispetto poi l’ho salutato e pensieroso a casa mi sono
avviato, sul portone mi sono fermato…
…a guardare una stella,
sono molto preoccupato il silenzio m’ingrossava la cappella.
Ho fatto le mie scale tre alla volta, mi son steso sul divano,
ho chiuso un poco gli occhi e con dolcezza è partita la mia mano…

L’impresa eccezionale è essere normale,
che oramai qui da noi non è più banale,
l’impresa eccezionale è essere normale,
che non vale realizzare almeno l’essenziale.
Dove vai? Se cerchi in giro non la troverai, la strada è sempre buia se
prima non guardi dentro te…

TG DV


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