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Nome e cognome: Arthur Wilton Brown
Nazionalità: Inglese
Gruppi: The Crazy World of Arthur Brown, Kingdom Come
Singolo di maggior successo: Fire

Nato a Whitby in Inghilterra nel 1942, Arthur Wilton Brown, detto anche The God of Hellfire, è il cantante e fondatore della band The Crazy World of Arthur Brown. Conosciuto per le sue performance teatrali con il copricapo infuocato di sua invenzione che indossava durante i concerti e la sua rara estensione vocale, Arthur Brown è un personaggio musicale le cui particolarità e storie di vita valgono sicuramente la pena di essere almeno accennate. Dopo aver studiato Filosofia e Legge rispettivamente a Londra ed a Manchester, Arthur decide poi di cambiare rotta esistenziale verso la musica.

Trasferitosi a Parigi nel 1966, perfezionerà lì le sue doti teatrali e scriverà canzoni per colonne sonore. Tornato in patria dopo un anno nella capitale Francese, si unirà alla band soul The Foundations da cui uscirà poco dopo per fondare The Crazy World of Arthur Brown. In questa band Arthur si distacca totalmente dal sound soul dei Foundations e traduce il suo vulcanico temperamento in una musicalità profondamente psichedelica e rock. Nel 1968 esce l’omonimo ed unico album della band, su cui è inciso il loro successo più grande, arrivato indenne fino ai giorni nostri ed ascoltato con invariata devozione: “Fire”.

img2Con i suoi numerosi cenni esoterici e la famosa frase di introduzione «I am the god of hellfire», campionata nel manifesto rave dei Prodigy “Fire”, questo singolo raggiunse la posizione numero uno delle classifiche in UK e la numero due in U.S.A., vendendo oltre un milione di dischi. Negli anni in cui era in tour con The Crazy World, Arthur si fece conoscere per la sua abilità nel creare guai. Fra elmetti infuocati che gli colano, combustibile in fiamme sulla faccia, concerti in puro stile naturista e gang di bikers che, infastidite dal suo atteggiarsi da “dio delle fiamme dell’inferno”, gli tendono agguati a fine concerto, Brown è oggi un 72enne con più storie da raccontare di tutti noi. Come quando cantò dentro una siringa ipodermica di 4 metri con la sua band Kingdom Come, o come quando passava dalle prigioni federali del Texas a praticare sessioni di trance sciamanica danzante con i detenuti.

Il successo commerciale di The Crazy World, però, iniziò e finì con il loro primo lavoro, ed il secondo album rimane ad oggi incompleto ed inedito. Nonostante ciò, Arthur Brown ha continuato la sua carriera da cantante, sia come solista, collaborando con artisti del calibro di Carl Palmer (Emerson, Lake & Palmer), sia come membro dei Kingdom Come. In questo periodo il suo rock psichedelico divenne sempre più sperimentale ed elettronico.

A prescindere dalle vendite, dunque, Arthur Brown ha lasciato un segno indelebile nella teatralità del rock e nella storia della sua evoluzione musicale. Considerato pioniere di generi come il progressive rock, lo shock rock e l’heavy metal, con la sua abitudine di dipingersi la faccia con tratti mortiferi ha influenzato il modo di apparire di artisti come Alice Cooper, Marilyn Manson e Slipknot. Tutte band che aggiungevano elementi drammatici e scioccanti alle loro performances. Per Arthur lo scopo di avere un impatto scioccante sul pubblico era «di aprire le persone».





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