Sex & Love

Arte e sesso

1In questo articolo vorrei parlare del sesso come forma d’arte. Senza fare classificazioni su preferenze o tipologie sessuali, ma parlare del sesso in tutte le sue sfaccettature artistiche. Sarebbe opportuno conoscere un po’ di storia dell’arte per poter capire che il sesso è presente nell’arte, già dall’Antica Grecia.

Negli anni sono stati ritrovati parecchi manufatti con raffigurazioni di situazioni erotiche o scene di sesso, dalle Veneri Paleolitiche costruite 30.000 anni fa, simbolo di fertilità, passando per i famosi “lupanari” di Pompei, case chiuse di epoca romana, ancora ben conservate, che all’interno contengono raffigurazioni, statue, affreschi e persino qualche antico giocattolo erotico. Per arrivare al ‘500 con i quadri “La Fornarina” di Raffaello, fino al ‘700 con “L’origine du monde” di Courbet, che all’epoca e a causa della chiesa, vennero definiti dipinti scandalosi e osceni.

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A proposito della storia dell’arte e del sesso, lo scorso anno si è svolta una mostra al Barbican di Londra, titolata “Seduced: Art and Sex from Antiquity to Now” che sicuramente ha illustrato al meglio tutte le tappe di questa arte erotica, una celebrazione di opere che collegano tutto il genere umano attraverso duemila anni di storia e cultura. Si sono potuti ammirare capolavori di arte greca e romana, come gli affreschi erotici pompeiani di cui vi parlavo prima, dipinti rinascimentali e addirittura piccole miniature del XVII secolo provenienti dall’India, titolate “La giusta posizione per la donna”.

Arriviamo fino ai giorni nostri, quando il sesso ormai è disponibile per tutti. Negli anni, il nostro rapporto con il sesso è molto cambiato, fino a solo 50 anni fa, il sesso era un tabù, non se ne parlava e non si conosceva molto in materia. Oggi invece, grazie o meno, ad internet e tv, il sesso è entrato nelle nostre case, a qualsiasi ora del giorno. Stupisce allora che nonostante il sesso susciti curiosità, spesso sia anche causa di polemiche e che ancora oggi, ci siano delle difficoltà nell’affrontare questo tema.

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Negli anni, in pittura, scultura, fotografia, gli artisti hanno sempre “utilizzato” il sesso, non fine a se stesso, ma come ricerca dell’eros, di una sessualità volta a raccontare il mondo. Da sempre si dice che l’amore regga il cosmo, che sia la fonte di vita, così nell’arte, il sesso è visto come amore, passione, desiderio, procreazione, la donna è vista come origine del mondo, l’uomo come simbolo di virilità, non c’è quindi da stupirsi che questo argomento sia stato caro a molti artisti.

Vorrei ora continuare questo viaggio con voi, parlandovi di artisti contemporanei che hanno rappresentato il sesso con l’arte. Direi di iniziare parlandovi di un artista molto criticato, Jeff Koons, scultore, pittore e artista statunitense, che dopo aver sposato Ilona Staller (nota come Cicciolina) ha prodotto delle opere hard con scene di sesso ispirate dalla moglie e spesso con lui come coprotagonista dal titolo “Made in Heaven”.

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Un altro artista che ha creato scalpore è sicuramente Damien Hirst, di origini inglesi, il cui tema principale per le opere è la morte, ma nel caso che voglio proporvi io possiamo dire che il suo tema è diverso, trattasi infatti di un glande brillantato di circa 30 cm, ricoperto da 1.346 diamanti e sorretto da una base in oro da 22 carati.. Il titolo dell’opera è “Love is love for Beauty and to Procreate and Give Birth in Beauty”, ovvero “L’amore è l’amore del bello e di procreare e partorire nel bello”, uno splendido giocattolo erotico per ricchi vogliosi e adoratori del pene.

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Ora invece parliamo di Daniel Edwards, scultore americano, anche lui fa parte degli artisti che molto spesso sono stati criticati e definiti “scandalosi”. Tra le opere di Edwards vi voglio proporre forse la sua più nota, “Monument to Pro-Life: The Birth of Sean Preston”, ovvero una statua a dimensioni reali di Britney Spears al momento del parto. La statua, che è stata scelta come il simbolo per il movimento americano anti-aborto, rappresenta la Spears a carponi su una pelle d’orso, mentre da alla luce il suo primogenito.

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a cura di Martina

 





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