sprechi alimentari

In Italia Maria Chiara Gadda, deputata del Pd, ha presentato una proposta di legge per ridurre gli sprechi alimentari. In Francia, a febbraio, è stata approvata una legge analoga che penalizza i trasgressori. La legge italiana persegue un obiettivo ancora più ambizioso: snellire le procedure burocratiche per recuperare i cibi ancora commestibili, appoggiandosi a una rete costituita dalle associazioni di volontariato.

La parola chiave della legge è donazione, un termine che evoca l’idea della generosità fine a sé stessa che, in alcuni casi, però, rischia di rimanere imbrigliata nella rete della burocrazia. Per questo motivo, chi intende donare eccedenze alimentari non sarà più costretto a presentare una dichiarazione preventiva cinque giorni prima della donazione, ma potrà inoltrare una dichiarazione consuntiva a fine mese.

I 17 articoli che costituiscono il testo della legge vertono sull’importanza del dono da intendersi come espressione tangibile di una rete di solidarietà sociale, non mancano, inoltre, norme relative alla sicurezza alimentare e di natura fiscale. La dicitura “consumare entro…” non indica una data di scadenza strettamente vincolante, per cui sarebbe un peccato buttare alimenti ancora utilizzabili e, alla luce delle nuove direttive legislative, lo spreco equivale a una trasgressione non più tollerabile.





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