Da diversi studi scientifici è emerso che la canapa è un’eccellente coltura per l’assorbimento della CO2 atmosferica. La rapida crescita della pianta (può raggiungerei 4 metri in 100 giorni) la rende un rapido strumento di conversione della CO2 a biomassa, fissandola permanentemente all’interno della fibra e del canapulo che verranno successivamente impiegati per ottenere prodotti altamente sostenibili e rinnovabili come tessuti, carta, materiale da costruzione, bioplastiche ecc.

La canapa può essere coltivata su terreni agricoli già esistenti, a differenza della maggior parte dei progetti forestali, e può essere inserita nella rotazione delle colture agricole con effetti positivi sui rendimenti complessivi dei successivi raccolti. La biomassa viene prodotta dalla conversione fotosintetica del carbonio atmosferico. L’assorbimento di carbonio da parte della canapa può essere accuratamente calcolato esaminando il contenuto di carbonio delle molecole che costituiscono le fibre e il canapulo. Lo stelo infatti è costituito principalmente da cellulosa, emicellulosa e lignina, costituiti principalmente da carbonio derivato dalla CO2 atmosferica.

Cerchiamo di calcolare quanta CO2 viene assorbita da un campo di un ettaro di canapa coltivata per ottenere fibra, in modo che poi ognuno possa fare le proprie stime.
Iniziamo dalla costituzione chimica di una tonnellata di steli di canapa: la cellulosa è il 70% del peso secco, è un polimero lineare omogeneo costruito da unità di glucosio ripetute il cui contenuto di carbonio rappresenta il 45% della sua massa molecolare. L’emicellulosa è il 22% del peso secco e fornisce il legame tra cellulosa e lignina, ha una struttura ramificata costituita da vari zuccheri pentosi e il carbonio rappresenta il 48% della massa. Infine, la lignina è il 6% del peso secco dello stelo, è un materiale di rinforzo normalmente situato tra le microfibre di cellulosa. La molecola di lignina ha una struttura complessa e variabile che mediamente è costituita al 40% da carbonio.

Riassumendo questi dati, una tonnellata di steli di canapa è costituita da:
• 0,7 tonnellate di cellulosa (45% di carbonio)
• 0,22 tonnellate di emicellulosa (48% carbonio)
• 0,06 tonnellate di lignina (40% di carbonio)

Sapendo il peso dei tre costituenti e il rispettivo contenuto di carbonio, ricaviamo il carbonio totale:
• 0,7 x 45% = 0,315
• 0.22 x 48% = 0,1056 Totale = 0,445 tonnellate di Carbonio per tonnellata di steli
• 0.06 x 40% = 0,024

Dal calcolo emerge che ogni tonnellata di steli di canapa contiene 0,445 tonnellate di Carbonio assorbito dall’atmosfera (44,5% del peso secco). Per convertire il carbonio in CO2 assorbita bisogna fare una semplice equivalenza chimica: ogni 12 tonnellate di C equivalgono a 44 tonnellate di CO2, e quindi le 0,445 tonnellate di Carbonio equivalgono a 1,63 tonnellate di CO2 assorbite dall’atmosfera.

Se si rapporta questo dato alle tonnellate di biomassa raccolte da un ettaro, valore molto variabile che viene fissato arbitrariamente a 8 tonnellata/ha si ottiene:

1,63 tonn. CO2 x 8 tonn./ha = 13,04 tonn. CO2/ha (assorbite dall’atmosfera)

Da un ettaro con una resa di 8 tonnellate di biomassa vengono assorbite quindi circa 13 tonnellate di CO2. Vanno inoltre considerate le radici e le foglie lasciate in campo che rappresentano un ulteriore 20% rispetto alla massa raccolta. Con un contenuto medio del 42% di carbonio si aggiungono 0.67 tonnellate di carbonio assorbito dall’atmosfera, equivalenti a 2,46 tonnellate di CO2.

In totale, un ettaro coltivato a canapa industriale può sequestrare 15,46 tonnellate di CO2, di cui 13 verranno fissate all’interno dei materiali ottenuti da fibre e canapulo impedendone il ritorno nell’atmosfera, mentre le restanti 2,46 tonnellate rimaste in campo contribuiranno all’arricchimento del terreno di sostanze organiche.

La canapa industriale risulta essere quindi un mezzo efficace per sequestrare il diossido di carbonio e legarlo permanente nei materiali da essa derivati.

L’accreditamento della canapa industriale come un “pozzo” per assorbire grandi quantità di CO2 dall’atmosfera renderà la sua coltura ancora più attraente.

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Bibliografia
Luca Zampori, G. D. (2013). Life Cycle Assessment of Hemp Cultivation and Use of Hemp-Based Thermal Insulator Materials in Buildings. Environmental Science & Technology.
Michael Carus, M. B. (2015). Carbon Footprint and Sustainability of Different Natural Fibres for Biocomposites and Insulation Material.
Vosper, J. (2011). The Role of Industrial Hemp in Carbon Farming. House of Representatives Committees – Parliament of Australia.




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