C’è un regista, davvero originale, che ha molto a cuore i diritti della natura e di questo parlano i suoi film. Dopo “Storie di cavalli e di uomini”, Benedikt Erlingsson sceglie un’icona della recitazione islandese per raccontare la Natura e il suo dominio, le sue priorità in un mondo dove la generosità e l’altruismo sono ancora possibili.

Halla è una donna single di circa cinquant’anni che dirige un piccolo coro nella verde ed educata Islanda. La sua esistenza quotidiana e insospettabile nasconde un segreto: armata di tutto punto compie spericolate azioni contro le multinazionali che stanno devastando la sua terra, la splendida Islanda. È lei l’ecoterrorista a cui il governo e la stampa danno la caccia da mesi, per i ripetuti sabotaggi che ha compiuto contro le imprese siderurgiche nel tentativo di fare breccia nelle coscienze di politici e conterranei.

«Ne “La donna elettrica” – ha dichiarato il regista – questo tema diventa terreno fertile per una commedia, ma nella realtà, in alcuni paesi, è piuttosto l’argomento per una tragedia».

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