Cannabis

Antonella Soldo: il volto dell’antiproibizionismo italiano

Da sempre convinta antiproibizionista, Antonella è la coordinatrice di Meglio Legale, il gruppo che lavora duramente per incentivare il dibattito politico sulla cannabis con l’obiettivo di normalizzarla

Antonella con le cuffie e una nuvola di fumo attornoCon una forte determinazione e una grande carica Antonella soldo, coordinatrice di Meglio legale – il nuovo volto dell’antiproibizionismo italiano che punta alla legalizzazione della cannabis – da oltre due anni sta cercando di creare un serio dibattito sulla cannabis in politica ed affrontare una questione importante in Italia e continuamente osteggiata, come successo recentemente con la dichiarazione di inammissibilità del referendum.
Fermamente antiproibizionista Antonella ha capito subito la necessità di dar rilievo ad un problema sociale importante che non deve essere seguito e supportato solo da chi è coinvolto in prima persona ma da tutti, perché essere liberi di scegliere – anche su quest’argomento – è un passo di civiltà necessario.

Hai lavorato presso la Commissione straordinaria per la tutela dei diritti umani al Senato, sei stata presidente del comitato nazionale dei Radicali italiani e tuttora sei membro del consiglio generale dell’associazione Luca Coscioni e coordinatrice di Meglio legale. Qual è stato il tuo percorso per arrivare fin qui?
Ho iniziato a collaborare con l’associazione Luca Coscioni grazie al servizio civile, principalmente mi occupavo di intervistare persone con patologie di vario tipo che avevano bisogno della cannabis terapeutica e mi sono resa conto subito che era – ed è – un argomento importante e necessario da affrontare, anche se non ci riguarda in prima persona. Così mi sono appassionata al mondo della cannabis che ho seguito anche successivamente grazie ai Radicali che da sempre supportano l’antiproibizionismo in generale, quindi anche della cannabis.

Hai conosciuto questo “mondo” in quanto consumatrice?
No, e questa cosa purtroppo viene criticata da qualcuno ma non bisogna essere per forza coinvolti in prima persona in una questione per appoggiarla. Generalmente non sono una consumatrice, anche se saltuariamente succede, perché non voglio avere a che fare con il mercato nero.

Con l’esperienza fatta con i Radicali hai avuto modo di conoscere Rita Bernardini, che si è particolarmente esposta sul tema della cannabis, e nonostante la disobbedienza civile non ha mai subito arresti per coltivazione ma solo denunce…
La questione di Rita Bernardini non è mai stata messa in rilievo perché altrimenti si è costretti ad aprire il dibattito politico, che invece si cerca di evitare quanto più possibile.
Ero con Rita qualche anno fa quando fece 13 piante nel suo balcone per disobbedienza civile, e una volta pronte portò le infiorescenze (circa mezzo chilo) a Foggia così da consegnarle a dei pazienti, per poi andare insieme a fare la denuncia. Di cui però non si è saputo mai più nulla.

Anche Marco Pannella era un grande antiproibizionista che ha fatto una grande disobbedienza. C’è qualche suo insegnamento che porti con te?
Dopo la bocciatura del referendum ammetto di aver pensato di mollare tutto, e ho pensato a Pannella che nonostante le numerose sconfitte continuava imperterrito nella sua battaglia. Senza mollare mai e forse questo è l’insegnamento più grande per tutti.

Nonostante la proposta del referendum sia saltata, la legge sull’autoproduzione di cannabis è stata approvata in Commissione Giustizia e alla camera adesso inizia l’iter parlamentare vero e proprio. Quali saranno i prossimi sviluppi?
Attualmente è iniziato l’iter parlamentare per discutere la proposta di legge sull’autoproduzione di cannabis (4 piante) che vede Magi come primo firmatario. Una legge che se approvata potrebbe modificare il testo unico sugli stupefacenti e rendere le motivazioni di d’Amato sull’inammissibilità del referendum nulle. In questo caso il referendum potrebbe essere ripreso in considerazione.

Nonostante il risultato positivo dello scorso giugno la proposta di legge dovrà passare anche al Senato e ad oggi i numeri sembrano non esserci…
Intanto è bene preoccuparsi di una cosa alla volta, al Senato sicuramente bisognerà cercare di parlare con i senatori, che in primo luogo sono persone come tutti noi. Ma è uno step futuro che tratteremo quando sarà il momento.

È uscito il podcast “Tutto fumo”, che racconta caso per caso la storia pesante del proibizionismo. Come è nata l’idea?
L’idea dei podcast era nata insieme alla campagna referendaria e doveva essere uno strumento che accompagnava i futuri elettori alla votazione del referendum sulla cannabis, per informare e istruire. Ma soprattutto per dare gli strumenti corretti per valutare la questione secondo il proprio senso critico. Ovviamente anche se il referendum è saltato abbiamo deciso di pubblicarlo comunque perché la consapevolezza e la conoscenza della questione sono degli elementi fondamentali.

Antonella Soldo: il volto dell'antiproibizionismo italianoHai girato in varie parti d’Italia per presentare “Mamma mi faccio le canne. Guida alla cannabis per genitori e figli”, una guida per affrontare il tema della cannabis in famiglia. Un argomento importante che fino ad oggi non è stato preso particolarmente in considerazione. Hai notato un reale interesse sulla questione tra genitori e figli?
Si, è un argomento di sicuro interesse. Ad esempio ad una delle ultime presentazioni ha partecipato una mamma che non conoscendo l’argomento voleva più informazioni dato che ha permesso ha suo figlio di tenere qualche pianta nel balcone di casa. Questa è la storia di una mamma – tra tante – spaventata perché non conosce l’argomento, e di queste persone c’è ne sono decine e decine in tutta Italia. Sicuramente è un argomento che c’è bisogno di trattare a più livelli della società.

TG DV


grafica pubblicitaria sponsor canapashop

SOSTIENI LA NOSTRA INDIPENDENZA GIORNALISTICA
Onestà intellettuale e indipendenza sono da sempre i punti chiave che caratterizzano il nostro modo di fare informazione (o spesso, contro-informazione). In un'epoca in cui i mass media sono spesso zerbini e megafoni di multinazionali e partiti politici, noi andiamo controcorrente, raccontando in maniera diretta, senza filtri né censure, il mondo che viviamo. Abbiamo sempre evitato titoli clickbait e sensazionalistici, così come la strumentalizzazione delle notizie. Viceversa, in questi anni abbiamo smontato decine di bufale e fake-news contro la cannabis, diffuse da tutti i principali quotidiani e siti web nazionali. Promuoviamo stili di vita sani ed eco-sostenibili, così come la salvaguardia dell'ambiente e di tutte le creature che lo popolano (e non solo a parole: la nostra rivista è stampata su una speciale carta ecologica grazie alla quale risparmiamo preziose risorse naturali). ORA ABBIAMO BISOGNO DI TE, per continuare a svolgere il nostro lavoro con serietà ed autonomia: ogni notizia che pubblichiamo è verificata con attenzione, ogni articolo di approfondimento, è scritto con cura e passione. Questo vogliamo continuare a fare, per offrirti sempre contenuti validi e punti di vista alternativi al pensiero unico che il sistema cerca di imporre. Ogni contributo, anche il più piccolo, per noi è prezioso. Grazie e buona lettura. CONTRIBUISCI.
grafica pubblicitaria sponsor plagron

Articoli correlati

Back to top button