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Il popolare artista giamaicano Anthony B, in due recenti interviste, di cui una rilasciata prima del suo concerto al Bababoom Festival di Marina Palmense, si scaglia senza mezzi termini contro la liberalizzazione della marijuana in Giamaica e nel resto del mondo.

Naturalmente l’artista non è né impazzito, né sta rinnegando il suo passato e tutto l’impegno pro legalizzazione che lo vede tuttora attivo. Anthony B afferma che questo pur essendo un piccolo passo, secondo lui, non è certo la strada giusta da percorrere. L’artista infatti parla di alcuni fatti accaduti in Giamaica ultimamente, riferendosi in particolare all’omicidio da parte della polizia, di un uomo il quale aveva la sola colpa di fumare uno spliff in un luogo pubblico. Oppure si chiede che senso abbia poter fumare solo una certa quantità al giorno e rischiare magari il ritiro della patente o una multa se si è fumato qualche spliff in più? O magari doversi iscrivere a determinate liste o fingersi malati per avere la cosiddetta “medical card”.

Tutto questo, suona all’artista solo come una mossa per dare un po’ di respiro alle casse nazionali e magari favorire qualche multinazionale o personaggio influente quindi è ingiusto chiamare tutto ciò legalizzazione ma si tratta solo di regolamentazione.

Alla fine della sua invettiva, Anthony B, lascia i giornalisti con una frase forte «La marijuana fa meno morti delle religioni, quindi io dico legalizziamo la marijuana e diamo un occhio alle religioni che forse hanno bisogno di essere controllate!»

a cura di Chris Finga





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