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Voglio proporre alcune riflessioni sul sanguinoso episodio avvenuto il 9 aprile nel Palazzo di Giustizia di Milano, il cui autore passerà parecchio tempo “oltre il cancello”.

Un gesto oggettivamente scellerato ed un comportamento, quello dell’autore, indifendibile, tuttavia come spesso accade l’informazione mi appare a senso unico. Mi spiego: tutto ciò che ci viene detto e che i social network ripetono all’infinito sulla notizia verte su due punti; la questione sicurezza nel tribunale ed il profilo criminale dell’autore, di cui sappiamo solo nome e cognome ed il capo d’imputazione per il quale era sotto processo: bancarotta fraudolenta. Nessuno ci racconta, ammesso che ci sia, la storia che sta dietro ad una follia del genere.

La follia che ha armato la mano dell’ex immobiliarista potrebbe avere una ragione e radici differenti da quelle che d’impatto ci vengono in mente. Un gesto del genere rappresenta a priori la fine di tutto e chi lo compie, per quanto accecato dall’ira e dalla follia è consapevole che potrà finire in due soli modi: o il suicidio o la galera a vita.

Quest’uomo passerà il resto della propria esistenza in carcere, perché nessun giudice gli concederà mai l’accesso ai benefici previsti dalla legge, ma paradossalmente, lì, sarà considerato un eroe. Sì, perché le carceri sono strapiene di gente che è convinta di essere stata vittima di un sistema giudiziario perverso e della cecità di un giudice, sono davvero pochi quelli che accettano serenamente un giudizio, che spesso non tiene conto di alcune cose che per chi subisce il giudizio sono fondamentali e soprattutto un giudizio emesso da un sistema che in pochi considerano equo ed imparziale, poiché si dimostra continuamente forte con i deboli e servile con i forti.

Sia chiaro, considero una follia ciò che quest’uomo ha fatto e ritengo che ammazzare qualcuno sia SEMPRE sbagliato, se poi viene fatto con premeditazione è ancor peggio, tuttavia non riesco a non mettere in relazione quanto quest’uomo ha fatto con le centinaia di suicidi a cui la disperazione ha portato troppe persone in questi anni e la cui storia viene ridotta ad un trafiletto in terza colonna. Perché i responsabili dello sfascio nazionale possano continuare a dormire e giorni proficui e sonni il più possibile tranquilli. Questa volta è andata diversamente, l’ultima scintilla di ribellione ha fatto compiere a quest’uomo un disastro irreparabile per tutti che, beffa sopra il danno, non cambierà nulla del sistema che ha prodotto quest’aberrazione se non i controlli che nei tribunali saranno serratissimi, in linea con un sistema che ormai si auto referenzia e che prevedo sarà impossibile che cambi, almeno finché non farà i conti con la propria coscienza… Ammesso che gli sia rimasta.





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