Siam sempre lì: la carenza di cannabis medica. Suvvia, un po’ di ottimismo: quest’anno l’Italia ha “ordinato” 750 kg di cannabis olandese (stando al comunicato del ministero della Salute, ben 250 Kg in più dell’anno scorso), più 200 kg che arriveranno dall’Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze. 950 Kg, siamo a posto, fine della carenza, dei disagi, dei viaggi della speranza, delle terapie interrotte!

Eh sì, perché l’anno scorso (il 2018) quello che si era preventivato come richiesta di cannabis medica, erano 500 kg dall’Olanda, più 200 kg dall’ICFM, più 100 kg dal bando vinto dalla canadese Aurora. 800 kg in tutto per il 2018.
Posto che 950 kg non sono quel granché in più di 800 kg, siete pronti per la notizia? Già la intuite, la immaginate?

Vediamo:

1. Nel 2018 i 200Kg dell’ICFM NON sono mai stati prodotti interamente, si è arrivati a poco più di 100Kg.

2. Dall’Olanda, negli ultimi mesi del 2018 sono arrivati 250 Kg extra (non conteggiati 
inizialmente) per far fronte alla carenza iniziata a luglio 2018.

3. Di fatto nel 2018 è stato necessario distribuire almeno 900 kg di cannabis medica.

4. Nonostante tutto, nel mese di dicembre 2018 e gennaio 2019 sono ripartite le segnalazioni da parte dei pazienti di cannabis mancante, irreperibile o fornita in minore quantità.

Quindi, a fronte di un consumo reale di almeno 900 kg di cannabis nel 2018, per il 2019 ne sono stati chiesti 950 kg! Anzi no! Perché l’ICFM arriverà a produrne (stando a dichiarazioni rilasciate nei mesi passati) non 200 kg, ma 150 kg. Aggiorniamo i conti (ma i più perspicaci avranno già capito): 900 kg di cannabis medica consumati nel 2018 e… 900 kg di cannabis calcolata come realmente disponibile per il 2019! Certo, in corso dell’anno si potranno istituire bandi o richiedere aumenti come già fatto, che richiederanno tempo e si avvieranno quando l’emergenza carenza sarà già in atto.

Cronaca di un disastro annunciato dunque? Sarà colpa del limite psicologico della tonnellata? Badate bene: l’Olanda avrebbe tranquillamente altri quintali da fornirci, così come il Canada: posto che si potrebbe aprire la coltivazione a privati (certificati GMP) per far fronte alla domanda, nulla vieta (vieterebbe) di chiedere più cannabis a chi già ce la fornisce attualmente.

Come dite? Forse ci sono limiti internazionali oltre i quali non si può andare? Invece no, perché l’Ufficio Centrale Stupefacenti ha comunicato all’INCB (International Narcotics Control Board) come fabbisogno per l’Italia nel 2019 un totale di 1650 kg di cannabis medica. 1,65 tonnellate? Ottimo… Perché allora siamo fermi a 900 kg?

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