Il concilio cittadino della città di Ann Arbor, in Michigan, ha votato all’unanimità per depenalizzare l’uso di funghi e piante psichedeliche, e quindi i classici funghetti allucinogeni, ma anche piante come l’ayahuasca.

E’ la quarta città degli Stati Uniti a seguire questa strada che è stata aperta a Denver, in Colorado, dagli attivisti che hanno poi dato vita al movimento “Decriminalize Nature”.

Sull’onda del fenomeno chiamato Rinascimento Psichedelico, infatti, negli Stati Uniti stanno ricominciando a fiorire le ricerche che indagano l’MDMA e gli psichedelici per il loro potenziale terapeutico. Una processo che in USA è già molto avanti visto che già nel 2021 l’MDMA potrebbe essere prescritta come farmaco, con gli esperti che sostengono che sarà seguita a ruota dalla psicolocibina, il principio attivo dei funghetti.

Ad ogni modo il provvedimento varato nella città, così come gli altri precedenti, non rende legale l’uso delle sostanze, ma lo rende un reato a bassa priorità per le forze dell’ordine. Anne Bannister, membro del consiglio comunale di Ann Arbor, ha detto che il dipartimento di polizia della città ha già considerato gli psichedelici “una priorità molto bassa”.

Ann Arbor è stata una delle prime città degli Stati Uniti a depenalizzare la cannabis negli anni ’70 e ha un approccio molto più rilassato alle sostanze più in generale rispetto alla maggior parte delle altre città del Michigan.

Come detto è un processo che è iniziato a Denver nel 2019, con la decriminalizzazione dei funghi allucinogeni e proseguito poi ad Oakland e Santa Cruz in California. Ma gli attivisti stanno facendo passi da gigante, seguendo un percorso simile a quello che ha portato alle legalizzazioni della cannabis, e cioè puntare sull’uso medico per raccontarne i potenziali benefici.

Ed è così che a novembre i cittadini dell’Oregon saranno chiamati a votare un referendum per legalizzare l’uso medico della psilocibina: sarebbe il primo stato al mondo a permettere questo tipo di terapia.





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