logoVoglio raccontarvi una storia: la mia! Sarò breve, non vi preoccupate. Da sempre radicale, da nove anni attivista e consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, da cinque anni malato di sclerosi multipla, da tre anni curo la mia patologia con farmaci cannabinoidi e ho iniziato con l’associazione a informare i cittadini malati che tentano di orientarsi nel caotico mondo italiano della cannabis terapeutica. Spieghiamo loro come in Italia sia possibile superare burocrazia e ignoranza per vedersi riconosciuto il diritto alla salute.

Il 29 giugno 2010 una pattuglia di carabinieri perquisiva la mia abitazione, alla ricerca di sostanze stupefacenti, per aver acquistato on-line semi di canapa. Se non hanno trovato piante nè cannabis illegalmente detenuta è solo perché sono una delle rare persone, l’unico in Puglia per mesi, che è riuscita a superare gli ostacoli e curare legalmente la propria sclerosi multipla con la cannabis medicinale olandese fornitagli dalla Asl. Se invece fossi stato uno dei tantissimi che ancora non c’è riuscito, i carabinieri avrebbero trovato ben altro e certamente la vicenda avrebbe preso tutt’altra piega, come per tutti gli altri pazienti incriminati. Il riscontro – popolare, mediatico e perfino politico – che questa assurda vicenda creò, mi fece comprendere ancor di più quanto fosse necessario fermare la follia del proibizionismo.


La perquisizione mi convinse ancor di più quanto fosse infame, liberticida e pericolosa la legge Fini-Giovanardi. Iniziai a battermi per difendere la mia incolumità e indirettamente proteggere gli altri miei simili, che sono nelle mie stesse condizioni.

Dopo aver creato la Delibera regionale che mi consente di avere legalmente la canapa, ho conosciuto una coppia di ragazzi che studiava anche le altre mille risorse della canapa. Claudio e Ilaria che hanno un progetto: seminare il futuro. Lo fanno con CanaPuglia: l’associazione che ha fatto parlare di sé in tutta Italia per aver coltivato, per la prima volta in Puglia, un intero campo di cannabis sativa come da progetto regionale (Bollenti Spiriti). Con la canapa coltivata si fanno ottimi semi (benefici perché ricchi di omega3 e omega6) interi e decorticati, caffè, farina per pasta, pizza, taralli, cornetti, crepes, prodotti tipici locali. Ma si estende tutto anche al ramo tessile (borse, maglie, oggettistica varia), a quello edilizio (presto la prima casa di canapa pugliese).

Ho conosciuto tante splendide persone grazie al tema della canapa medica: i PIC (Pazienti Impazienti Cannabis), gli amici di ACT (Associazione Cannabis Terapeutica), Ascia, legalizziamo la canapa, i preziosi consigli di Claudia Sterzi e dell’@.r.a. (radicali antiproibizionisti) e tantissime altre realtà.

La battaglia per la cannabis terapeutica è la nostra battaglia che con l’Associazione Luca Coscioni porteremo avanti.

Andrea Trisciuoglio
(fonte: Associazione Luca Coscioni)

 





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