Anche uno degli stati storicamente più proibizionisti d’Europa si appresta ad aprire le porte all’uso medico della cannabis. Il comitato scientifico dell’Agenzia nazionale di sicurezza del farmaco (Ansm) ha concluso un lungo lavoro di confronto, emanando un documento nel quale chiede al Ministero della Salute francese di approvare l’uso di cannabis nel trattamento di alcune patologie.

In particolare la cannabis potrà essere usate per trattare dolori neuropatici refrattari alle terapie in uso; epilessia forte o resistente ai farmaci; cure di supporto nel trattamento del cancro; cure palliative contro il dolore; dolori provocati dalla sclerosi a placche ed altre patologie del sistema nervoso centrale.

L’ultima audizione interna alla Ansm si terrà il 26 giugno, quindi il testo dovrà essere approvato in via definitiva dal ministero.

Il comitato ha anche raccomandato le forme nella quali la cannabis dovrà essere prescritta a seconda dei casi. Per le terapie più urgenti dalle quali si desidera un effetto immediato, gli esperti raccomandano che sia utilizzata cannabis in forma di olio o di infiorescenze da inalare. Le soluzioni da bere o le capsule di olio saranno invece prescritte per i trattamenti nei quali si cerca un effetto prolungato.

Nei giorni scorsi il presidente francese Macron è tornato a escludere categoricamente una legalizzazione della cannabis anche a scopo ricreativo, dopo che al Parlamento è stata presentata una proposta di legge in questo senso, supportata pubblicamente anche da 70 personalità del mondo scientifico francese. Tuttavia alcune svolte negli ultimi mesi non sono mancate, come la revisione parziale della severa legge sulle droghe francese, per la quale i semplici consumatori di cannabis non rischiano più il carcere, ma “solo” una multa.





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