cannabis israeleIsraele si appresta a depenalizzare l’uso di droghe leggere. La conferma è arrivata dal ministro della Pubblica Sicurezza, Gilad Erdan, il quale ha annunciato che il governo si appresta ad approvare una riforma della legge sulle droghe che ponga il paese «al passo con le politiche europee sul consumo.

La legge servirà anche a rendere meno paradossale la situazione nel paese ebraico dove, da un lato, l’industria della cannabis sta facendo passi da gigante e mira apertamente a diventare un attore di primo piano nel business internazionale dei prodotti medici a base di cannabinoidi, mentre dall’altro i fumatori sono ancora vittime di una repressione capillare.

NIENTE PIÙ ARRESTI PER UNA CANNA. Fino ad oggi la legge israeliana prevede l’arresto anche per il semplice consumo di cannabis. Una norma che tuttavia stava già cadendo lentamente in disuso a causa dell’atteggiamento più tollerante delle forze di polizia: secondo i dati del ministro della Pubblica Sicurezza, il numero di casi aperti dalle forze di sicurezza per consumo di cannabis sono diminuiti del 30% rispetto al 2010. Sono stati archiviati il 58% dei casi che hanno riguardato adulti e il 60% di quelli sui minori. Nel 2015 sono state 188 le persone arrestate nel paese per consumo di droghe leggere, il 56% in meno rispetto a sette anni prima.

CHI FUMA SE LA CAVERÀ CON UNA MULTA. Con la nuova legge i consumatori di cannabis saranno passibili solo di sanzioni amministrative. Lo stesso varrà anche per i coltivatori di cannabis a scopo di esclusivo consumo personale, ma solo la prima volta in cui saranno scoperti. In pratica ci sarà un’avvertimento: la prima volta che una persona viene scoperta a coltivare cannabis avrà una multa, ma la seconda scatterà l’arresto. Niente a che vedere con una legalizzazione vera e propria quindi, solo un passo avanti che porta Israele nel novero dei paesi dove il semplice consumo viene punito con sanzioni amministrative anziché penali.

IL MOVIMENTO ANTIPRO CONTINUA LA LOTTA. La riforma per la depenalizzazione arriva dopo un periodo di proteste in Israele. Specie nella città di Tel Aviv, teatro negli ultimi mesi di diverse manifestazioni contro il proibizionismo, che hanno visto scendere in piazza anche l’Unione degli Studenti (che rappresenta oltre 300mila studenti), ed anche di atti eclatanti come la vicenda della nave pirata antiproibizionista. La riforma è stata vissuta come una piccola vittoria, ma il fronte antiproibizionista ha già affermato che l’obiettivo sarà quello di intensificare le iniziative per arrivare a una legalizzazione vera e propria.

 

 

 





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