La sindaca di Amsterdam Femke Halsema ha proposto di vietare l’accesso ai coffee shop ai visitatori stranieri. In una lettera ai consiglieri dell’8 gennaio, Halsema ha proposto di introdurre il “criterio del residente” – una politica che consente solo ai locali di utilizzare i coffee shop – con l’obiettivo di rendere più gestibile il turismo in città e di controllare la filiera dei coffee shop. Il consiglio comunale discuterà la proposta entro fine mese.

Una proposta che, se approvata, interesserebbe tutte e 166 le caffetterie della cannabis ancora presenti in città, dove dal 1972 hanno iniziato a diffondersi come primo esperimento di vendita legale della cannabis, arrivando a superare i 300 punti vendita negli anni ’90 prima di ricominciare a diminuire sulla scia delle regolamentazioni stringenti approvate negli ultimi anni.

Il disegno della sindaca Halsema si inquadra in una battaglia contro il turismo mordi e fuggi e di bassa qualità che mettono “sotto pressione la qualità della vita nel centro della città”, come scritto nella lettera indirizzata ai consiglieri per presentare la proposta di legge.

La proposta di legge si articola in tre punti: concentrarsi sulla regolamentazione locale del mercato della cannabis creando un marchio di caffetterie di Amsterdam; limitando la possibilità per i coffee shop di diventare catene e, appunto, impedire ai visitatori stranieri di accedere al mercato legale della cannabis.

Femke Halsema analizza anche i due rischi principali della proposta, ammettendo che nel primo periodo il divieto di accesso ai coffee shop potrebbe comportare una diminuzione dei flussi turistici verso la città (che la sindaca accetta nell’idea di rendere il centro maggiormente vivibile per i cittadini e convertire la città a un turismo di maggiore qualità) e il possibile sviluppo di un mercato illegale e parallelo della cannabis, che secondo la prima cittadina sarebbe solo momentaneo.

La norma, se approvata, affiancherebbe Amsterdam ad altre città olandesi dove norme che vietano l’accesso ai turisti sono già presenti, e metterebbe di fatto la parola fine all’esperienza di Amsterdam come è stata conosciuta da generazioni di europei, ovvero una Mecca della cannabis.





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