Ambiente e naturaLifestyle

L’Amazzonia sta collassando nella indifferenza generale

Sempre più studi suggeriscono che la foresta tropicale amazzonica si sta avvicinando rapidamente a un punto di non ritorno

L'Amazzonia sta collassando nella indifferenza generale

La devastazione dell’Amazzonia continua e io sono sempre sorpresa di quanto noi umani alla fine ci siamo abituati a queste notizie. Ogni giorno ciò di cui ci parlano i giornali diventa sempre più allarmante, ma noi ogni giorno alziamo l’asticella della benevola indifferenza e andiamo avanti con le nostre, spesso vuote, vite.

Siamo arrivati al punto che alcune aree di questo grande polmone verde che ha dato ossigeno e vita per milioni di anni, emettono anidride carbonica anziché assorbirla.

Come è potuto accadere? Deforestazione e altra deforestazione e altra ancora che hanno eliminato foresta tropicale e portato al suo posto colture intensive, strade, trivelle, incendi controllati e non.

Negli scorsi 40 anni la temperatura media nella foresta si è innalzata di circa 3 gradi Celsius. Negli scorsi 40 anni il 17% dell’Amazzonia da foresta è diventata pascolo. Trasformazioni enormi che però non ci fanno preoccupare.

Tutti gli studi e i calcoli degli accordi di Parigi si basano sull’assunzione che l’Amazzonia sarebbe stata il cuore rigenerativo che assorbe CO2, ma non è più così. Anche gli studi più catastrofici non potevano predire questo stato dei fatti.

Oggi la foresta amazzonica emette circa 300 milioni di tonnellate l’anno di CO2 – la maggior parte proveniente dal legno bruciato -, tanto quanto la Francia.

Per anni vari governi brasiliani hanno visto la foresta come una cosa da sfruttare e non da proteggere, e hanno pure incentivato l’arrivo di contadini e imprenditori territoriali per trasformare l’Amazzonia in campi agricoli intensivi.

Intanto la popolazione mondiale aumentava, e la Cina avanzava. La Cina che adesso vuole soia, pascoli, olio da cucina. E questo in aggiunta agli europei e agli americani che le chiedono già da tempo.

Nel 2021, l’ultimo anno della presidenza Bolsonaro, sono stati tagliati 1000 alberi al minuto. Il nuovo presidente Lula dice che fermerà la deforestazione completamente, ma non sappiamo se questo avverrà davvero.

L’Amazzonia continua a morire. E siccome l’ecosistema è uno solo, questo vuol dire che con lei moriamo pure noi.



grafica pubblicitaria sponsor canapashop

SOSTIENI LA NOSTRA INDIPENDENZA GIORNALISTICA
Onestà intellettuale e indipendenza sono da sempre i punti chiave che caratterizzano il nostro modo di fare informazione (o spesso, contro-informazione). In un'epoca in cui i mass media sono spesso zerbini e megafoni di multinazionali e partiti politici, noi andiamo controcorrente, raccontando in maniera diretta, senza filtri né censure, il mondo che viviamo. Abbiamo sempre evitato titoli clickbait e sensazionalistici, così come la strumentalizzazione delle notizie. Viceversa, in questi anni abbiamo smontato decine di bufale e fake-news contro la cannabis, diffuse da tutti i principali quotidiani e siti web nazionali. Promuoviamo stili di vita sani ed eco-sostenibili, così come la salvaguardia dell'ambiente e di tutte le creature che lo popolano (e non solo a parole: la nostra rivista è stampata su una speciale carta ecologica grazie alla quale risparmiamo preziose risorse naturali). ORA ABBIAMO BISOGNO DI TE, per continuare a svolgere il nostro lavoro con serietà ed autonomia: ogni notizia che pubblichiamo è verificata con attenzione, ogni articolo di approfondimento, è scritto con cura e passione. Questo vogliamo continuare a fare, per offrirti sempre contenuti validi e punti di vista alternativi al pensiero unico che il sistema cerca di imporre. Ogni contributo, anche il più piccolo, per noi è prezioso. Grazie e buona lettura. CONTRIBUISCI.
grafica pubblicitaria sponsor plagron

Articoli correlati

Cerca anche
Chiudi
Pulsante per tornare all'inizio