Roger Hallam. Probabilmente a molti di noi il nome di questo signore di 53 anni non dice nulla, ma senza ombra di dubbio tutti abbiamo sentito o letto almeno una volta delle azioni di disobbedienza civile di Extinction Rebellion, il movimento dal basso che insieme a Friday For Future ci ricorda che non c’è tempo da perdere se vogliamo salvare il pianeta.

I due, Hallman e Extinction Rebellion, sono strettamente connessi. E’ stato il primo, insieme a un gruppo di quindici attivisti, ambientalisti e scienziati, a fondare due anni fa in un bar di Bristol il secondo.

Traendo ispirazione da movimenti locali come Occupy, il movimento indipendentista di Gandhi, le suffragette e Martin Luther King e altri nel movimento per i diritti civili, Extinction Rebellion vuole creare consapevolezza sull’urgenza di affrontare il riscaldamento globale.

In “Altrimenti siamo fottuti!”, edito da Chiarelettere, si ripercorrono gli obiettivi del movimento che attraverso le sue manifestazioni e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica fa pressione sui governi affinché invertano le politiche in atto, contrarie alla sopravvivenza stessa dell’umanità. Si parla di portare a zero le emissioni di carbonio entro il 2025 e di ridurre i livelli di consumo. Si parla di preparare la transizione verso un futuro in cui saranno le assemblee di cittadini a indirizzare la politica sulle misure da adottare.

Nel libro la strategia è illustrata punto per punto: un manuale di lotta nonviolenta che si presenta come una delle ultime possibilità che abbiamo per non finire malissimo.





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