Io credo che i “tempi moderni” rechino seco un’affezione di salute umana, invisibile quanto pervasiva. L’Egotismo. Da tempi immemori l’uomo è orientato alla competizione e alla supremazia sul proprio simile. Ciò viene indicato come “successo della selezione naturale” ed è visto come un qualcosa di positivo. A mio avviso, però, di positivo, tutto ciò, ha ben poco.

Penso che questa sia solo una “credenza” come tante altre, eletta, però, a “credenza utile” e quindi “valevole di espansione” nella nostra specie (disquisire sul “a chi e come sia utile” esula dagli scopi di questo breve articolo).

Ma come viene realizzata questa “espansione”? Io penso tramite un’iper-stimolazione del nostro cosiddetto “circuito della ricompensa” (si veda il neurotrasmettitore Dopamina per approfondire). Viviamo in un mondo illusorio, pieno di bagliori che ci attraggono lì dove la nostra percezione è artificiosamente lontana dalla naturale oggettività e in un simile contesto non mi sorprendono affatto i risultati delle ultime ricerche che mostrano l’enorme divario presente tra “realtà” e “percezione comune”.

È ovvio, per me, che le due cose siano così distanti, in quanto, la percezione comune deve, in qualche modo, essere distante dalla realtà affinché questo illusorio gioco di sensazioni si possa perpetrare e gli esseri umani, nostri consimili, che da questa illusorietà traggono decisivi vantaggi, possano perseverare nella loro “patologia egotistica”.

Quello che mi rattrista è come tutto ciò sia stato reso efficace, anche in chi afferma di “esserne consapevole”. 
«Come una barca sulle acque viene portata fuori rotta da una tempesta di vento, così la discriminazione umana è allontanata dalla via che intende seguire quando la mente soccombe alle tempeste dei sensi vagabondi» recita la Bhagavad Gita.

Per essere genuini cercatori e promulgatori della Verità occorre staccarsi dai propri sensi, dalle proprie pulsioni, dal proprio ego. Questo comporta “sforzo” perché ci troviamo di fronte al fatto di dover ammettere che, per tutta la nostra vita, non abbiamo fatto altro che mentirci da soli, nascondendoci qualcosa che, come un segreto di Pulcinella, è nascosto in piena luce. Un terremoto per la nostra psiche.

Dovremmo accettare di aver vissuto in un sogno ma la probabilità che questo processo psicologico avvenga è mantenuta quasi a zero dalla stimolazione dopaminergica cui facevamo riferimento all’inizio. «Finché la barca va, tu lasciala andare. Finché la barca va, tu non remare». BOM.

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