Osservate da vicino i vostri bud in via di sviluppo, con l’aiuto di una semplice lente di ingrandimento, potrete ammirare delle piccole protuberanze a forma di fungo e gelatina che ricoprono la superficie delle vostre cime. Queste sono strutture tricomiche protettive ricolme con quelli che vengono definiti metaboliti secondari, che includono terpeni e cannabinoidi. Questi composti conferiscono alla cannabis le potenti caratteristiche psicoattive e medicinali che la rendono una specie pregiata del regno vegetale. Queste strutture iniziano a formarsi nelle prime fasi del ciclo di fioritura, ma è solo nelle ultime settimane che iniziano a gonfiarsi e mutano colore. L’unico modo per aver un buon raccolto con bud densi e ricoperti di resina è dar alle tue piante tutti i nutrimenti e i microelementi di cui necessita.

Conoscere i fertilizzanti
Ogni azienda nutritiva consiglia un ciclo di nutrimento con dosaggi diversi tra di loro e questo non fa altro che generare confusione. Ciò accade perché ogni azienda basa i propri dosaggi e il conseguente calendario di fertilizzazione per un’intera linea di prodotti mono-marchio.

Facciamo un po’ di chiarezza: gli elementi nutritivi che la pianta utilizza derivano dalla solubilizzazione dei minerali costituenti il terreno e dal riciclaggio delle sostanze organiche degli organismi morti che vengono di nuovo mineralizzate dai batteri e da altri microrganismi. La concimazione consiste nel fornire gli stessi elementi in forma minerale (concimazione chimica) o come sostanza organica da decomporre (concimazione organica). I prodotti finali della decomposizione dei materiali forniti con la concimazione organica sono i medesimi, la differenza tra le due tecniche è di ordine ecologico piuttosto che chimico.

Quali sono gli elementi indispensabili e in quale forma chimica devono essere presenti?

Vi sono sedici elementi minerali, considerati indispensabili per tutte le piante. Innanzitutto Carbonio, Idrogeno e Ossigeno, che la pianta trae dall’aria e dall’acqua e che non interessano la concimazione. Poi vi sono tre elementi indispensabili in quantità relativamente grandi e detti quindi macroelementi che sono l’azoto N, il fosforo P e il potassio K. Ve ne sono altri tre altrettanto indispensabili, ma in quantità minore, e sono il magnesio Mg, lo zolfo S, e il calcio Ca. Infine vi è una serie di elementi, sempre indispensabile, ma in quantità relativamente piccole, e quindi detti microelementi, cioè Boro, B, Cloro, Cl, Rame, Cu, Ferro, Fe, Manganese, Mn, Molibdeno, Mo e Zinco, Zn.

Nella coltivazione in terra generalmente risultano carenti solo i tre macroelementi N, P e K oltre a forse Mg e Fe. In idroponica, invece occorre che la soluzione nutritiva contenga tutti gli elementi menzionati, nelle proporzioni adeguate, altrimenti si hanno anomalie più o meno gravi nella crescita e nello sviluppo della pianta.

I fertilizzanti, o concimi chimici, che si trovano in commercio sono costituiti da una miscela di alcuni (o tutti) di questi elementi, nella forma chimica più adatta al loro assorbimento.

Bisogna specificare che esiste un dettaglio frustrante, sulle etichette dei nutrienti: i valori P- K elencati nel pacchetto non indicano ciò che realmente rendiamo disponibile all’assorbimento delle nostre piante. Questi valori sono gonfiati da leggi obsolete sull’etichettatura e rappresentano una quantità teorica di ossido di potassio e pentossido di fosforo presenti nel prodotto. Risulterebbe inutile perdere tempo a cercare di capire perché queste leggi sull’etichettatura non mostrino il contenuto reale di nutrienti di un singolo prodotto, quindi cerchiamo di agire di conseguenza.

Nulla batte fertilizzanti organici quando si parla di come influenzano il profumo e il gusto delle infiorescenze. I fertilizzanti chimici sono molto forti e più difficili da abbattere. Ottimi risultati possono essere raggiunti con entrambi, ma il modo organico ricorda più le condizioni in natura. I fertilizzanti organici includono compost, materiale organico come alghe, ceneri, farina di ossa, guano ecc. Ecc.

È anche più facile provocare ustioni nutrienti con fertilizzanti sintetici. Se usi fertilizzanti chimici, assicurati di sciacquare le piante per almeno due settimane prima della raccolta o potrebbero influire sul gusto.

Con il termine lavaggio si intende lo stop dei nutrienti delle piante e il risciacquo di sola acqua con pH regolato. Generalmente è una buona idea lavare le piante a prescindere dal tipo di fertilizzazione che hai scelto.

Monitora ogni aspetto dell’acqua che utilizzi
L’acqua del rubinetto contiene un’enorme quantità di minerali che complicano la capacità di mantenere i livelli di pH stabili e fornire un’alimentazione bilanciata. I minerali influiscono in maniera sostanziale sull’assorbimento di ogni qual si voglia fertilizzante, minerale o organico che sia. Per questo raccomandiamo vivamente di far decantare l’acqua in contenitori aperti per 48h prima dell’utilizzo.

Sebbene l’acqua che raggiunge le nostre case abbia un pH variabile da città in città, consigliamo a chiunque di acquistare un piccolo pH tester analogico (con un liquido reagente per intenderci), se i valori della vostra fonte idrica non si attestano tra il 5.5 ed il 6.5 allora bisogna ricorrere ai ripari. In commercio si trovano soluzioni in polvere per diluire i liquidi chiamati pH down e pH up, servono rispettivamente per abbassare o alzare il tasso di pH della vostra acqua, sono semplicissimi da usare, oltre a essere economici e alla portata di tutti.

Soddisfare la richiesta di nutrienti dopo la fioritura
Quando stai crescendo una giovane pianta, una forte dose di azoto (N) è un bene perché incoraggerà accumulo di area fogliare, che permette alla stessa di attingere a più luce per produrre il cibo reale di cui ha bisogno, i carboidrati.

Il potassio (K) è fondamentale durante questa fase, perché mentre i gambi e le foglie si sviluppano, lo stesso forza l’acqua in questi tessuti, causando una loro rapida espansione. Tuttavia, una volta raggiunta lo stadio della fioritura, bisognerà iniziare a nutrire più i nostri fiori che il resto della pianta. Le cime adesso vanno ad accumulare cannabinoidi e terpeni che richiedono una quantità moderata di azoto (N) per mantenere la fotosintesi e una piccola quantità di fosforo (P).

La maggior parte dei growers sa che la cannabis ha bisogno di un sacco di fosforo (P) durante le fasi successive alla crescita. Purtroppo un errore comune è quello di caricare eccessivamente le piante in questa fase finale con fertilizzanti ricchi di macronutrienti, questo interrompe l’assorbimento radicale dei nutrimenti necessari a un ottimale sviluppo dei tricromi. Per concentrare la crescita sui tricomi, devi alimentare una quantità moderata di N e P per sostenere la fotosintesi senza deviare l’energia nella crescita vegetativa.

L’overflow può distruggere un raccolto
Se la conduttività elettrica nella soluzione di alimentazione o nella zona della radicale è troppo elevata, la capacità della pianta di attingere acqua alle radici per osmosi è limitata. Una cosa che accade troppo spesso è la somministrazione di una dose elevata di nutrienti nella seconda metà della fioritura. Ciò incoraggia un sapore simile alla paglia, riduce il contenuto di cannabinoidi e terpeni e aumenta le probabilità di avere attacchi da parte di insetti o muffe.

Aspetta il momento giusto
Questo punto sembra ovvio, ma molti coltivatori raccolgono prima che le piante abbiano finito di fiorire perché sono desiderosi di ottenere il loro ambito premio. Il tempo di fioritura è diverso per ogni strain e varia a seconda delle modalità di coltivazione, non vi è uno standard su cui basarsi, sta tutto nell’esperienza di ogni coltivatore, diffidate pure dalle indicazioni che forniscono le seedbank, il tempo ideale per il raccolto va valutato caso per caso.

Essere pazienti sicuramente ripagherà l’attesa, con un aumento delle dimensioni fino al 20%. Le dimensioni maggiorate aggiungono peso alle gemme, che alla fine aumentano la resa del raccolto. Come dice il proverbio, le cose belle arrivano per coloro che sanno aspettare.

C’è una finestra di circa due settimane durante le quali sarà il momento ideale per la raccolta. Un’altra considerazione è la concentrazione di THC e i livelli di CBD desiderati. Quando i tricomi sono al loro picco di concentrazione di THC, hanno un colore traslucido. In questo momento, il THC è al suo apice, ma i livelli di CBD sono bassi. Aspettando che i tricomi diventino meno traslucidi e più bianchi, aumenterà i livelli di CBD e ne aumenterà gli effetti sedativi.

Se impareremo ad avere cura delle nostre piante, sarà più facile coltivare i nostri sogni e dedicarci con attenzione e passione a qualcosa che ci aiuta a tirar fuori i nostri istinti migliori; perché l’unica ricchezza rimasta a questo mondo è la biodiversità ed abbiamo il dovere di preservarla.





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