Il 15 gennaio 2020 è stato pubblicato, in Gazzetta Ufficiale, il Decreto che fissa i limiti massimi di Delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) negli alimenti. Tale decreto si attende dal 2 dicembre 2016, ossia da quando il disegno di legge presentato nel 2015 fu tramutato nella famosa legge n° 242, approvata con lo scopo di promuovere la coltivazione di canapa e le varie filiere di trasformazione ad essa collegate; dando anche il via libera alla coltivazione per florovivaismo.

All’Articolo 5 della legge in questione, dal titolo: “Limiti di THC negli alimenti”, veniva espressamente richiesto al Ministro della Salute, un decreto in cui venissero definiti i livelli massimi di residui di THC ammessi negli alimenti, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della suddetta legge.
In realtà sono passati ben 3 anni, durante i quali i semi di canapa a scopo alimentare e loro derivati (decorticato, olio e farina) sono stati venduti rispettando la circolare del 22/05/2009 che regolamentava la produzione e la commercializzazione di prodotti a base di semi di canapa per l’utilizzo nei settori dell’alimentazione umana, riconoscendone anche il potere antiossidante dato dall’elevato contenuto di acidi grassi polinsaturi in essi contenuti.
In tale decreto viene testualmente riportato: “In molti Paesi, europei e non, la legislazione consente l’utilizzo della cannabis o di sue pani come ingrediente alimentare a condizione che il residuo di tetraidrocannabinolo (THC), sostanza ad azione psicotropa, resti al di sotto di un limite massimo, stabilito a garanzia della sicurezza”.

Dunque, la legislazione di riferimento che ha sino ad oggi permesso la vendita di prodotti eduli derivati dalla canapa, è stata quella che regolamenta, in generale, la sicurezza alimentare col Regolamento CE 178/2002, e dagli ultimi Regolamenti comunitari di igiene, in particolare dall’852/04.

Il nuovo decreto stabilisce che i semi di canapa, le farine e gli integratori prodotti con alimenti derivati dalla canapa, possono contenere al massimo 2 mg di THC per chilo, pari allo 0,002‰; invece l’olio ottenuto da semi di canapa deve avere al massimo 5 mg per chilo, pari allo 0,005‰.

Questi sono gli stessi valori che il 29 agosto del 2017 il Ministero della Salute aveva ipotizzato di attuare in una bozza di decreto.
Quindi nulla di nuovo rispetto a ciò che ci si aspettava da tempo.
Purtroppo nel nuovo decreto non si fa cenno alle infiorescenze usate per la preparazione di tisane, né agli olii al CBD che oggi vengono commercializzati per uso topico, ma assunti anche per via orale.

Quindi, nonostante gli articoli sensazionalistici usciti sui principali giornali italiani, nulla cambia: si resta in attesa che venga regolamentata ogni parte edule della pianta e suoi derivati, mentre si continuerà a produrre, lavorare e vendere semi, farina e olio di canapa com’è sempre stato.





Comments are closed.

SOSTIENI LA NOSTRA INDIPENDENZA GIORNALISTICA
Onestà intellettuale e indipendenza sono da sempre i punti chiave che caratterizzano il nostro modo di fare informazione (o spesso, contro-informazione). In un'epoca in cui i mass media sono spesso zerbini e megafoni di multinazionali e partiti politici, noi andiamo controcorrente, raccontando in maniera diretta, senza filtri né censure, il mondo che viviamo. Abbiamo sempre evitato titoli clickbait e sensazionalistici, così come la strumentalizzazione delle notizie. Viceversa, in questi anni abbiamo smontato decine di bufale e fake-news contro la cannabis, diffuse da tutti i principali quotidiani e siti web nazionali. Promuoviamo stili di vita sani ed eco-sostenibili, così come la salvaguardia dell'ambiente e di tutte le creature che lo popolano (e non solo a parole: la nostra rivista è stampata su una speciale carta ecologica grazie alla quale risparmiamo preziose risorse naturali). ORA ABBIAMO BISOGNO DI TE, per continuare a svolgere il nostro lavoro con serietà ed autonomia: ogni notizia che pubblichiamo è verificata con attenzione, ogni articolo di approfondimento, è scritto con cura e passione. Questo vogliamo continuare a fare, per offrirti sempre contenuti validi e punti di vista alternativi al pensiero unico che il sistema cerca di imporre. Ogni contributo, anche il più piccolo, per noi è prezioso. Grazie e buona lettura. CONTRIBUISCI.

Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti, questi ultimi per fornire ulteriori funzionalità agli utenti, quali social plugin e anche per inviare pubblicità personalizzata. Cliccando su (Accetto), oppure navigando il sito acconsenti all’uso dei cookie. Per negare il consenso o saperne di più
Leggi informativa privacy

Some contents or functionalities here are not available due to your cookie preferences!

This happens because the functionality/content marked as “%SERVICE_NAME%” uses cookies that you choosed to keep disabled. In order to view this content or use this functionality, please enable cookies: click here to open your cookie preferences.